I bambini prematuri hanno un rischio più alto di soffrire di una malattia ai reni

La nascita prematura è stata assicuata a un sovrarrischio d'insufficenza renale nell'età adulta. I dettagli.

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Le nascite premature sono fattori di rischio per lo sviluppo della malattia renale cronica nell’età adulta. Questa la scoperta di uno studio svedese pubblicato sulla rivista BMJ.

Gli alti tassi di parto prematuro (attualmente il 10% negli Stati Uniti e il 5-8% in Europa) e il miglioramento della sopravvivenza infantile hanno creato una nuova categoria di popolazione con specifiche caratteristiche biologiche.

Formazione di nefroni

La nascita prematura interrompe lo sviluppo dei reni nella tarda gravidanza, causando una mancanza di formazione del nefrone, che filtra rifiuti e tossine dal corpo. Sulla base di questi elementi, i ricercatori hanno registrato oltre 4 milioni di nascite in Svezia tra il 1973 e il 2014.

Qundi, le nascite premature (meno di 37 settimane) sono state associate a un rischio quasi doppio di malattia renale cronica nell’età adulta. Le nascite estremamente premature (meno di 28 settimane), inoltre, sono state associate ad un rischio triplo della stessa patologia nell’età adulta.

Follow-up a lungo termine

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Tale associazione ha riguardato sia gli uomini che le donne e non sembra correlata a fattori genetici o ambientali comuni nelle famiglie. Le persone nate prematuralmente “hanno bisogno di un follow-up a lungo termine per preservare la loro funzione renale per tutta la vita“, hanno concluso gli autori della ricerca.

La malattia renale cronica, o insufficienza renale cronica, è una diminuzione del funzionamento dei reni che non filtrano più correttamente il sangue del corpo. Le cause principali sono il diabete e l’ipertensione.

Una lunga malattia silenziosa

La malattia renale cronica è una malattia a lungo termine, lentamente progressiva, che non regredisce. La sua evoluzione naturale è più o meno lenta ma può arrivare fino alla perdita totale della funzione renale. Si parla di insufficienza renale allo stadio terminale che richiede la dialisi e / o la terapia sostitutiva del trapianto renale. È possibile rallentare questa evoluzione evitando o trattando tutti i fattori che possono aggravarla.

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