Gravidanza: come riconoscere i sintomi

Ecco quali sono i sintomi che ci avvertono che è in corso una gravidanza.

Quali sono i sintomi caratteristici della gravidanza?

Il primo è sicuramente la mancanza del ciclo mestruale (amenorea). È quello che mette subito in allarme ogni donna (e non solo loro) soprattutto se è sempre stato regolare e se ci sono stati rapporti nel periodo fertile. È a quel punto che scatta la corsa al test di gravidanza.

Ma non è l’unico segnale che ci dice che è in arrivo un bebè. Ce ne sono altri e alcuni spesso vengono scambiati per i sintomi tipici del ciclo.

Ad esempio, l’annidamento dell’embrione nell’utero può causare delle perdite ematiche che accompagnate a lievi dolori addominali possono essere scambiate per mestruazioni. Ma non è così.

📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone? Iscriviti al canale Telegram di SaluteLab oppure unisciti al gruppo WhatsApp

Anche il turgore mammario tipico del periodo premestruale può presentarsi subito dopo il concepimento. La colpa è del progesterone che fa gonfiare il seno, lo indurisce e può anche farlo diventare dolorante. La differenza sta nel fatto che l’areola molto spesso si scurisce e presenta piccoli rilievi, i cosiddetti tubercoli del Montgomery, ghiandole che in allattamento produrranno una sostanza lubrificante e disinfettante.

La gravidanza, inoltre, porta con sé anche una insolita stanchezza, un senso di pesantezza e gonfiore dovuto ai cambiamenti ormonali, stitichezza, bisogno frequente di urinare (soprattutto a partire dal terzo mese quando il bambino comincia a pesare e premere sulla vescica).

Circa il 90% delle future mamme soffre anche di nausea e particolare sensibilità nei confronti di determinati odori (caffè, nicotina, pesce, profumi e deodoranti).

Attenzione a sintomi come persistenti dolori al basso ventre, emorragie vaginali e svenimenti: potrebbe essere in atto una gravidanza extrauterina.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

Articoli correlati