Glioblastoma, cos’è, sintomi, cause e cura

Il glioblastoma è un tumore molto aggressivo che interessa il sistema nervoso centrale. Per conoscere di cosa si tratta continua nella lettura.

Il glioblastoma è un tumore molto aggressivo che interessa il sistema nervoso centrale. Rappresenta il 45% di tutti i tumori che hanno origine nel cervello, si riscontra un’incidenza maggiore negli uomini. A discapito di quanto si possa pensare, il glioblastoma non è secondario (o raramente) a nessun evento patologico.

Glioblastoma: cos’è, sintomi, cause e cura

Il glioblastoma è chiamato anche glioblastoma multiforme o astrocitoma di grado IV perché ha origine da un gruppo di cellule chiamato glia che hanno la funzione di sostegno delle cellule nervose, i neuroni.

Si parla di tumori maligni che possono insorgere a tutte le età ma nel 70% sono diagnosticati tra i 45 e i 70 anni. Il decorso è progressivo (in 2-3 mesi) i sintomi comuni sono:

  • mal di testa crescente;
  • nausea;
  • vomito;
  • attacchi epilettici.

Questi segni sono aspecifici e secondari all’ipertensione endocranica.

Le cause della malattia non sono note, originariamente si pensava che i glioblastomi derivassero esclusivamente dalle cellule gliali, successivamente, evidenze scientifiche hanno suggerito che possono derivare anche da più tipi di cellule con proprietà simili a cellule staminali neurali (le cellule progenitrici da cui originano per differenziamento tutte le diverse cellule che compongono il sistema nervoso).

Tutte queste cellule (cellule staminali, neuroni, glia) presentano numerose alterazioni molecolari che sono responsabili del loro comportamento anomalo. Invece di produrre tessuto normale, infatti, generano una massa tumorale creando una rete di vasi sanguigni che la alimenta.

La cura del glioblastoma richiede un approccio multidisciplinare.

L’attuale terapia standard prevede la massima rimozione (resezione) chirurgica del tumore che possa essere effettuata in sicurezza, seguita da radiazioni con somministrazione concomitante di temozolomide, un agente chemioterapico detto alchilante orale.

Successivamente, il protocollo prevede chemioterapia con temozolomide (Protocollo Stupp). La rimozione chirurgica estesa e completa del glioblastoma è difficile perché questi tumori sono invasivi e spesso si localizzano in aree fondamentali del cervello, comprese le aree che controllano il linguaggio, la funzione motoria e i sensi.

A causa dell’elevato grado di invasività, l’eliminazione della massa tumorale primaria non è curativa e le cellule tumorali infiltranti rimangono invariabilmente all’interno del cervello circostante, portando a una successiva progressione o ricomparsa della malattia.

Le terapie previste per il trattamento del glioblastoma sono:

  • intervento chirurgico;
  • radioterapia;
  • chemioterapia;
  • terapia con i campi elettrici;
  • terapia farmacologica mirata (terapia bersaglio);
  • cure palliative.

[Fonte: Istituto Superiore di Sanità]