Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, cosa sappiamo sulla malattia

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, una malattia invalidante. Un recente studio ha scoperto il canale che blocca l'infiammazione.

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, il WorldMSDay, promossa da Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) con la Federazione internazionale sclerosi multipla (Msif).

Lo slogan della giornata in oltre 70 paesi del mondo è “I connect, we connect”, la connessione che unisce tutti noi nel trovare il canale che supera ogni barriera ed elimina le differenze favorendo l’inclusione sociale delle persone con SM.

In questo giorno si tratta una malattia che è diventata un’emergenza sociale, considerate che una persona ogni 3 ore riceve diagnosi di sclerosi multipla, soprattutto nella fascia d’età dai 20 ai 40 anni.

Le persone con SM sono 2,5 milioni nel mondo, 700 mila in Europa e 130 mila solo in Italia. La sclerosi multipla ha un forte impatto sociale: 5 miliardi di euro è il costo medio annuo della malattia. [Fonte: adnkronos.com].

Fotografare la realtà di una malattia sempre più diagnosticata può favorire la connessione e il supporto gli uni verso gli altri, la sclerosi multipla è una malattia invalidante e pervasiva.

Tuttavia, elargendo buone notizie, la ricerca scientifica non si ferma: è stato scoperto il canale di trasporto che blocca l’infiammazione alla base della sclerosi multipla.

Sclerosi Multipla, infiammazione e farmaci: lo studio

Quello a cui accenniamo è uno studio nazionale, coordinato da Giuseppe Matarese della Federico II insieme a dell’IRCCS MultiMedica di Milano e IEOS-CNR di Napoli, pubblicato sulla rivista Cell Press.

Le cellule T regolatorie (Treg) sono deputate a bloccare l’infiammazione che pervade i pazienti con sclerosi multipla e questo può avvenire solo se le cellule Treg hanno la capacità di produrre una proteina chiamata SLC7A11, un “canale di trasporto” sulla membrana delle Treg che permette l’ingresso dell’amminoacido cistina e l’uscita del glutammato.

Gli studiosi hanno scoperto che questa facoltà cellulare è assente nelle persone che soffrono di sclerosi multipla, non vengono prodotti quantità sufficienti di SLC7A11 ma – come osservato – si può mediare a questa incapacità con l’assunzione di un farmaco di prima linea per la SM, il ‘dimetil fumarato‘ (DMS).

Nessuno sa perché o per quale difetto metabolico le Treg perdano la loro capacità di crescita e la loro funzione nella SM” – spiega il coordinatore della studio Prof. Giuseppe Matarese – ma “Il DMF sembrerebbe mediare una azione “mimetica” di uno stato di “restrizione calorica (RC)” (definito come pseudo-starvation), e dunque questi risultati avrebbero conseguenze terapeutiche, identificando SLC7A11 come potenziale nuovo bersaglio per una terapia “immunometabolica” più mirata della SM”.

Lo scopo è quello di potenziare il potere terapeutico dei farmaci attualmente disponibili associando una restrizione calorica: la dieta potrebbe aumentare l’efficacia terapeutica.