Flebite o trombosi venosa: i sintomi a cui bisogna prestare molta attenzione

I sintomi di questo disturbo vascolare e i fattori di rischio sono molteplici. Ecco cosa è meglio sapere.

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La flebite, nota anche come trombosi venosa, è una malattia vascolare che corrisponde alla formazione di un coagulo di sangue in una vena, la maggior parte delle volte localizzata nella gamba.

La flebite blocca completamente o parzialmente la circolazione del sangue nella vena, come una spina. La trombosi venosa poi aumenta il rischio di migrazione del coagulo in una delle vene principali del corpo (vena cava inferiore) e successivamente nelle arterie polmonari con la potenzialità di sviluppare un’embolia polmonare che può essere fatale.

Flebite: come riconoscere i sintomi?

Dolore alla gamba

Il dolore si verifica nella gamba, di solito nel polpaccio. Spontaneo o causato dalla palpazione, il dolore è accompagnato dal gonfiore dell’area interessata.

Area gonfia e calda

Al tatto, l’area è dolorosa, gonfia e rossa. Quando si manifestano questi sintomi, può esserci il rischio di flebite e, quindi, di embolia polmonare.

Dispnea anormale

L”individuo comincia ad avere problemi di respirazione senza una ragione apparente. È un sintomo di embolia polmonare, una complicazione della flebite. Questo segno può essere associato al dolore al petto. In questo caso, si consiglia una visita d’urgenza in ospedale.

Fattori di rischio

Un viaggio a lungo raggio in aereo è una delle tre principali cause delle flebite. Durante questo tipo di viaggio, infatti, non ci muoviamo e non ci idratiamo abbastanza. Di conseguenza, uno stile di vita sedentario può causare la trombosi venosa.

I sintomi della flebite si possono manifestare tre – quattro giorni dopo un viaggio di diverse ore. Un’altra delle principali cause di flebite: una frattura, una recente operazione al ginocchio o all’anca, che richiede un’immobilizzazione prolungata. Una situazione che può sviluppare la comparsa di un coagulo di sangue nella gamba. Inoltre, i pazienti affetti da cancro hanno maggiori probabilità di essere colpiti dal tromboembolismo venoso.

Infine,  sovrappeso, diabete, fumo, colesterolo e ipertensione sono anche fattori di rischio per lo sviluppo della trombosi venosa.

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