Epatite A, boom di casi a Napoli: cosa non puoi più mangiare

Epatite A a Napoli: 84 casi nel 2026 e divieto di consumo di frutti di mare. Controlli dei NAS e sanzioni fino a 20.000 euro.

Dall’inizio del 2026 sono stati registrati 84 casi di epatite A nel territorio dell’Asl Napoli 1 Centro, con 14 nuovi contagi nelle ultime 24 ore e altri 10 a Forio d’Ischia. Il dato segna un aumento significativo rispetto agli anni precedenti e ha portato le autorità a introdurre misure restrittive immediate.

Al momento sono circa 50 i pazienti ricoverati all’Ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale per le malattie infettive. Le condizioni cliniche, secondo le informazioni disponibili, non presentano criticità.

I numeri del contagio: crescita fuori scala

I dati diffusi dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro evidenziano un aumento netto dei casi:

  • dieci volte superiore rispetto alla media degli ultimi dieci anni;
  • quarantuno volte superiore rispetto all’ultimo triennio.

L’epatite A è una malattia a trasmissione oro-fecale, spesso legata al consumo di alimenti contaminati, in particolare frutti di mare crudi o poco cotti.

Stop ai frutti di mare: ordinanza del Comune di Napoli

Per contenere la diffusione del virus, il Comune di Napoli ha adottato un provvedimento immediato. Con un’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi è stato introdotto il divieto di consumo di frutti di mare in tutti gli esercizi pubblici.

Il divieto riguarda:

  • ristoranti
  • locali di vicinato
  • attività con consumo sul posto
  • produzioni alimentari per consumo immediato

L’indicazione è estesa anche ai cittadini, invitati a evitare il consumo domestico di questi prodotti e a prestare particolare attenzione a frutta e verdura, che devono essere lavate accuratamente.

Le sanzioni previste sono rilevanti:

  • da 2.000 a 20.000 euro per chi viola il divieto
  • sospensione dell’attività da uno a 30 giorni in caso di recidiva
  • revoca dell’autorizzazione per violazioni reiterate

Provvedimenti analoghi sono stati adottati anche a Benevento e a Forio d’Ischia.

Controlli dei NAS: ispezioni su ristoranti e mercati

I Carabinieri del NAS, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, hanno avviato controlli su larga scala tra Napoli e provincia.

Le verifiche riguardano:

  • ristoranti
  • pescherie
  • mercati informali e non autorizzati

L’obiettivo è individuare eventuali prodotti privi di tracciabilità, in particolare frutti di mare e ortaggi. I campioni raccolti verranno analizzati dall’Istituto zooprofilattico di Portici.

Il nodo abusivismo: il 25% del mercato fuori controllo

Il settore della mitilicoltura in Campania segnala da tempo criticità legate al commercio abusivo.

Secondo gli operatori:

  • il 25% del mercato delle cozze sarebbe gestito da circuiti non regolari
  • questi canali rappresentano un rischio per la sicurezza alimentare

La produzione regionale di frutti di mare raggiunge circa 5.000 quintali l’anno. Di questi, circa 2.000 quintali provengono da aziende riunite in consorzio, con 80 addetti diretti oltre all’indotto commerciale.

I picchi di consumo si registrano durante le festività natalizie e pasquali, aumentando l’esposizione al rischio in caso di contaminazione.

Filiera controllata: la posizione dei produttori

Dal settore arriva una precisazione sulla qualità dei prodotti certificati.

“Le nostre strutture di produzione sono costantemente controllate dalle Asl – chiarisce Giuseppe Ambrosio, presidente di Asso Mitili – Tutto il prodotto viene ‘cartellonato’: significa che l’intera filiera è tracciata, dal luogo di coltivazione a quello di depurazione”.

La distinzione tra filiera controllata e mercato abusivo resta quindi centrale nella gestione dell’emergenza.

Cosa cambia per i cittadini

Le misure adottate incidono direttamente sulle abitudini quotidiane:

  • stop temporaneo al consumo di frutti di mare
  • maggiore attenzione all’igiene alimentare
  • controlli rafforzati nei locali pubblici

L’obiettivo è interrompere la catena di trasmissione del virus in una fase di crescita rapida dei contagi.

Nei prossimi giorni saranno determinanti i risultati delle analisi sui campioni prelevati e l’efficacia dei controlli. Un eventuale aumento dei casi potrebbe portare a ulteriori restrizioni.

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Come si trasmette l’epatite A?

Principalmente attraverso alimenti o acqua contaminati. I frutti di mare crudi sono tra i veicoli più comuni.

I casi attuali sono gravi?

Al momento le condizioni dei pazienti ricoverati non presentano criticità cliniche rilevanti.

È vietato mangiare frutti di mare anche a casa?

Non c’è un divieto formale domestico, ma le autorità raccomandano di evitarne il consumo.

Quanto durano le restrizioni?

Dipenderà dall’andamento dei contagi e dalle valutazioni delle autorità sanitarie.

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