Epatite A: cause, sintomi, trattamento e prevenzione

Causata da un virus, è provocata prevalentemente da scarsa igiene.

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L’epatite A è una malattia infettiva del fegato molto contagiosa causata dal virus HAV. Nella maggior parte dei casi è provocata da una scarsa igiene, ma il virus può essere veicolato anche da pesce crudo o poco cotto proveniente da acque inquinate da scoli fognari, o da rapporti sessuali non protetti con persone infette.

Il periodo di incubazione va da 2 a 7 settimane.

Spesso la malattia ha un decorso asintomatico. In caso contrario, si manifestano astenia (debolezza), febbre, perdita di appetito, nausea, vomito, fatica, mal di testa, dolore muscolare, dolore addominale. Dopo qualche giorno compare l’ittero, ovvero colorito giallognolo della pelle, delle sclere (la parte bianca dell’occhio) e delle mucose, dovuto alla aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue a causa della diminuita funzionalità del fegato.

La diagnosi, invece, avviene tramite un test del sangue.

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Per quanto riguarda il trattamento, di solito non vengono prescritti farmaci perché il sistema immunitario riesce a sconfiggere il virus, anche se sono necessarie dalle due alle 10 settimane per guarire. Tuttavia è importante ricordare che durante la malattia si è altamente contagiosi.

In merito alla prevenzione, invece, è bene ricordare che esiste il vaccino che viene somministrato in due dosi, a distanza di circa sei mesi l’una dall’altra. Ci sono, inoltre, alcune buone prassi da mettere in pratica quotidianamente che ci permettono di evitare il contagio. Eccole.

  • Lavare accuratamente frutta e verdura prima di consumarle.
  • Cuocere sempre i frutti di mare (il virus dell’epatite A resiste alle basse temperature, ma non alle alte).
  • Bere solo acqua in bottiglia nei paesi esteri con scarse condizioni igieniche.
  • Curare scrupolosamente l’igiene personale, specie delle mani: lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, dopo aver cambiato un pannolino, prima di preparare il cibo, prima di mangiare ecc.

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