Ecco i 5 cibi potenzialmente velenosi che mangiamo ogni giorno

Ci sono alcuni alimenti che, se assunti in dosi elevate, possono diventare velenosi. Vediamo quali.

  • Questi 5 alimenti potenzialmente velenosi fanno parte della nostra dieta alimentare: funghi, pomodori, patate, mandorle e mele.
  • Bisogna seguire degli accorgimenti per ‘scartare’ quelle sostanze velenose e godere del resto del cibo in tranquillità.
  • Le sostanze ‘imputate’ sono la chitina, la solanina e l’amigdalina.

Ci sono alcuni alimenti che, se assunti in dosi elevate, possono diventare velenosi. Vediamo quali.

Cibi potenzialmente velenosi

Li mangiamo ogni giorno, eppure nessun pensiero sulla loro velenosità attraversa la nostra mente. Questione di abitudine, questione di non conoscenza. Allora oggi con questo articolo abbiamo deciso di farvi scoprire quei cibi che possono ledere alla salute del corpo e della mente.

Preparate carta e penna e appuntateli tutti, saprete che anche il modo con cui si preparano o si conservano può determinare quella componente velenosa (o tossica).

Vi stupirete quando li andremo ad elencare perché questi cibi fanno proprio parte della dieta alimentare quotidiana, non pensate alle patatine in busta o agli snack, sono alimenti molto più ‘vicini’ al vostro palato di quanto crediate.

Sono le tossine di questi cibi che andrebbero evitati:

1. Funghi: meglio accostarsi a delle ricette per la loro cottura, da crudi contengono delle tossine che mettono in difficoltà il nostro organismo. Contengono chitina che, nonostante sia la seconda materia più diffusa in natura, risulta difficile da digerire soprattutto per i bambini fino ai 14 anni (i più piccoli non hanno ancora l’enzima che li aiuta a digerirla).

2. Pomodori: di pomodori se ne mangiano a quantità libere, sia cotti che crudi per l’insalata. Potete continuare a mangiarli ma facendo attenzione ad una sostanza che viene prodotta dalla pianta usata come pesticida naturale, la solanina. Questa viene utilizzata per difendersi dai parassiti e i microrganismi nocivi ma l’ingestione di alti livelli può provocare nausea, mal di stomaco, vomito, diarrea e a volte febbre.

3. Patate: anche queste producono solanina, soprattutto nella buccia dei germogli.

Cosa fare per toglierla? Intanto rimuovete la buccia e poi mettete le patate a bollire. In quelle germogliate, scartare le parti verdi, se la patata è estremamente germogliata, non consumatela. Nell’etichetta delle patate da acquistare dovrebbe essere scritto il livello di solanina contenuto, acquistate quelle con un livello basso.

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4. Mandorle: le avrete gustate durante la vostra vita. Vi è mai capitato di mangiarne una amara? Bene, quella mandorla non deve essere ingerita perché contengono il 5% di amigdalina, una sostanza che – durante il processo di digestione – si decompone in acido cianidrico, potenzialmente letale per l’uomo.

La notizia positiva è che l’acido cianidrico è sensibile al calore ed è praticamente assente negli alimenti cotti. Non preoccupatevi per l’olio di mandorle amare che si trova in commercio, è innocuo e non contiene questo acido.

5. Mele: molto buone e ricche di vitamine, attenzione ai semi che sono da scartare perché contengono amigdalina.