È provato: gli amici che ci amano di più sono quelli che ci possono fare più male

Gli amici che ci amano di più sono anche quelli che ci ferirebbero di più. Ma state tranquilli... ciò avverebbe sempre per il nostro bene. Lo dice uno studio britannico.

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Ci sono i conoscenti, gli amici e i veri amici, quelli che spesso si contano sulle dita di una mano. Ora, una ricerca ha dimostrato che le persone che ci stanno più vicine potrebbero rivelarsi le più ‘cattive’ proprio perché ci amano troppo.

Lo rivela uno studio britannico pubblicato sulla rivista Psychological Science, condotto dai ricercatori dell’Università di Plymouth, nel Regno Unito.

In sintesi, la ricerca sostiene che quando si cerca di migliorare il benessere a lungo termine di un amico, si può tendere a indurre un’emozione negativa a breve termine in quella persona, pur se lo scopo è aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi.

Un’analisi contorta? Non tanto, secondo le spiegazioni del Dr. Lopez-Perez e del suo team che hanno descritto dettagliatamente tre condizioni che devono essere soddisfatte affinché questo processo abbia luogo.

Da un lato, l’amico sperimenta “una preoccupazione empatica per l’obiettivo“, quindi “l’emozione negativa indotta aiuterebbe l’obiettivo ad essere centrato. Ad esempio la rabbia per il confronto o la paura per evitare una situazione“. Infine, è necessario che l’amico all’origine di questo processo inconscio non ne tragga alcun beneficio.

Per giungere a questa conclusione, come riportato su Femmeactuelle.fr, gli autori dello studio hanno analizzato i comportamenti adottati da persone collocate in gruppi di due davanti a un videogioco. Alcuni dovevano evitare i malvagi, altri dovevano eliminarli. Le regole del gioco differivano anche in base alle coppie: alcuni dovevano tenere conto dei sentimenti e delle emozioni dei loro partner.

Durante l’esperimento, il team di ricercatori è stato in grado di osservare che i giocatori a cui era stato chiesto di prendere in considerazione le emozioni dell’altro, hanno avuto più desiderio di accompagnare il loro compagno di squadra alla vittoria, “generando paura o rabbia attraverso parole o musica per aiutarli a passare al livello successivo“.

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