Dormire ci rende più creativi? Ecco cosa ha scoperto uno studio

Un team di studiosi ha studiato la relazione tra creatività e narcolessia. Ecco i risultati.

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I narcolettici sono più creativi della media, secondo un nuovo studio franco-italiano pubblicato sulla rivista Brain.

Nelle neuroscienze, la creatività può essere definita come la capacità di produrre qualcosa di originale e adattato ai vincoli.

Come si legge su PourquoiDocteur.fr, “incontrando regolarmente i pazienti narcolettici, ho notato che sembravano più avanzati nelle attività creative rispetto alla media, non solo nella loro carriera ma anche nel loro tempo libero o nel loro modo di pensare“, ha affermato la professoressa Isabelle Arnulf, capo del Dipartimento per i disturbi del sonno all’ospedale di Pitié-Salpêtrière (Francia).

Per verificare questa ipotesi, 185 soggetti narcolettici e 126 sani sono stati valutati per il loro livello di creatività utilizzando due questionari. La creatività è stata testata anche su 30 soggetti sani e 30 soggetti narcolettici utilizzando un altro test: la valutazione della potenziale creatività.

Ebbene, la maggior parte dei sintomi della narcolessia (compresi la sonnolenza e i sogni lucidi) sono stati associati a punteggi più alti in tutte e tre le valutazioni.

“Questi risultati evidenziano un maggiore potenziale creativo nei soggetti con la narcolessia e rafforzano il ruolo del sonno nella creatività“, hanno concluso gli autori.

La narcolessia è un disturbo raro del sonno che colpisce circa lo 0,02% della popolazione generale, caratterizzato da fasi incontrollabili del sonno.

I narcolettici hanno la particolarità di cominciare spesso e immediatamente con una particolare fase del sonno, il sonno paradossale, una situazione impossibile da incontrare nelle tempistiche standard.

Infatti, il nostro sonno è composto da diverse fasi e il sonno paradossale è sempre preceduto da una fase di sonno lento: di solito è ecessario dormire almeno un’ora prima di accedere a questo particolare sonno.

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