Donne a rischio di violenza, i campanelli d’allarme

Per una donna, comprendere di essere a rischio violenza dal proprio uomo non è d'immediato intuito. Ma ci sono dei comportamenti ricorrenti.

Per una donna, comprendere di essere a rischio violenza dal proprio uomo non è d’immediato intuito. Ma ci sono dei comportamenti ricorrenti che possono essere dei campanelli d’allarme ‘salvavita’.

Donne e rischio di violenza

Secondo i dati ISTAT ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner.

Dati che parlano chiaro: è necessario riconoscere quei campanelli d’allarme per ‘difendersi’ ed evitare di immergersi in relazioni amorose pericolose. Ma accettare di essere ‘cadute’ in un legame malato non è semplice, c’è sempre bisogno di un percorso di autoconsapevolezza e soprattutto di aiuto esterno.

Difatti la frase tipica utilizzata dalle donne vittime di violenza è: “In fondo mi ama“, cosa vuol dire davvero questa frase?

‘In fondo’, ‘nonostante tutto quello che mi fa’, ‘nonostante la sua violenza, mi ama’. Forse è un modo per giustificarsi dall’aver scelto come partener uno violento: essere cadute in tunnel da cui non si riesce più ad uscire perchè ‘in fondo’.

Gli 8 campanelli d’allarme

1) Non mancano le adulazioni, i corteggiamenti, vi sentite quasi lusingate come mai vi era successo nella vita. Lui, l’uomo dagli occhi chiari che avevate desiderato per molto tempo adesso ‘vi ha viste’. Molte le tecniche di seduzione, tanti i maltrattamenti dietro l’angolo. Si vive un’accelerazione molto importante nel rapporto, nel giro di pochi mesi ci si può anche sposare: la gabbia è pronta.

2) La gelosia che consuma. Questo è un segnale da non sottovalutare, il tipico abusante lo giustificherà come il ‘segno d’amore’ e le scuse possono essere diverse e anche per situazioni prive di ogni malizia come vedersi con il migliore amico: “sai, so che non c’è niente di male ma vederti con lui mi crea fastidio” oppure – un classico – “non pensi di essere molto scollata?”.

3) Possessività. Lui ti vuole solo per sè ma questo può essere scambiato anche come un ‘gesto d’amore’. Lui vuole condividere qualunque cosa, vorrebbe quasi entrare nella tua mente per conoscere ogni tuo pensiero oppure ogni tuo spostamento.

4) Controllo. “Cosa fai stasera?”, “Con chi sei”, “Dove andrai?” e le risposte diventano pretesa, non puoi non dargliele. Ma ‘in fondo’ (ricordate?) lui sta ‘solo’ dimostrando attenzione (o quanto meno, questa sarà la giustificazione).

5) Isolamento. Adesso è l’ora di ‘alienarti’ da ogni rapporto affettivo e sociale. Vuole stare solamente con te e tu devi stare solamente con lui. “Forse è meglio non incontrare spesso i tuoi amici o i tuoi familiari”.

6) Atteggiamenti svalutanti. Iniziano le svalutazioni subdole, quasi velate, “non sai truccarti”, “non sai cucinare”, “non sei abbastanza […]”.

7) Vittimismo. Insomma, adesso sei tu cara ad interpretare tutto male, lui è buono, protettivo, ti ama e vuole solo il tuo bene. “Sei tu ad alimentare la gelosia”, “Sei tu” che con i tuoi comportamenti conduci lui ‘a’. Insomma, tutto proviene dall’esterno e non da dentro di sè.

8) Dipendenza economica. Questo può essere il modo in cui l’uomo ‘lega’ una donna, con i soldi utilizzati come potere per far sì che tu dipenda da lui e non riuscire ulteriormente ad uscire da quella ‘gabbia’.