Dolore allo stomaco dopo mangiato? Cause e consigli utili

Hai mangiato molto, senti pienezza e il tuo addome è gonfio. Verso ora di cena inizia il “dolore allo stomaco” che forse si attenua di notte per ricominciare l’indomani mattina. Ti svelo un segreto: dire di avere il “mal di stomaco” non è esatto. Scopriamo chi sono i responsabili di questo fastidio.

Dolore allo stomaco, un po’ di chiarezza

Il “dolore allo stomaco” può essere un sintomo momentaneo che si risolve in poche ore oppure può prolungarsi per giorni. Quello che comunemente viene definito come un “mal di stomaco” in realtà è attribuibile ad un più generico, ma non aspecifico, dolore addominale. Ti starai chiedendo perché: sono l’anatomia e la fisiologia umana a darci delle risposte.

Lo stomaco è un organo addominale che si trova tra l’esofago e il duodeno e per un lungo tratto esso si trova in vicinanza del colon trasverso: a determinare il dolore è proprio il colon che si contrae in maniera eccessiva.

Sono diverse le cause del classico “mal di pancia”, molte attribuibili a cattive abitudini alimentari o di veloce triturazione del cibo in bocca, difatti:

  • Mangiare il cibo velocemente può contribuire al dolore. Anche un piatto esteticamente bello forse ha il diritto di essere osservato e gustato lentamente.

Altre cause scatenanti note sono le seguenti:

  • Un’allergia alimentare, reazione del sistema immunitario che si sviluppa in seguito all’ingestione di cibo. In caso di sospetto è bene eseguire i test per le allergie (prick test, rast test, prick by prick o eseguire una dieta “a eliminazione”).
  • Nell’intolleranza alimentare la reazione è “dose dipendente” e non mette a rischio la vita, il sistema immunitario non è colpito.
  • Celiachia, malattia autoimmune in cui il glutine danneggia i villi intestinali atrofizzandoli. A soffrirne è l’1% della popolazione e una diagnosi precoce è fondamentale. Da precisare che la sensibilità al glutine, invece, non è una malattia autoimmune.La diagnosi di celiachia può essere effettuata tramite il dosaggio degli anticorpi anti-tTG ed EMA.
  • Sindrome dell’intestino irritabile, ne soffre un italiano su tre. Si tratta di un disordine funzionale dell’apparato gastrointestinale.
  • Intossicazione alimentare, data dal consumo di cibi contaminati da batteri o virus soprattutto se gli alimenti vengono consumati crudi (carne, uova, molluschi, etc.) o non conservati nel migliore dei modi. Un consiglio? Cuocere i cibi e in caso di sintomi da intossicazione rivolgersi al proprio medico.
  • Stress, diversi “fattori stressogeni” possono attivare anche una risposta fisiologica come il dolore.
  • Altre cause primarie come pancreatite, gastrite, diverticolite etc.

Altri sintomi concomitanti al dolore descritto possono essere: febbre, stitichezza, crampi, diarrea, gonfiore, stanchezza, inappetenza, mal di testa.

Dai rimedi “fai da te” al consulto medico

Il dolore all’addome si presenta ancora una volta, i crampi continuano, comprendi che il problema è dato da un disordine alimentare?

È raccomandato evitare le grandi abbuffate, masticare lentamente, limitare le bevande gassate e i cibi che inducono la produzione di gas (come le banane e le mele).

Non riposare immediatamente dopo l’ingestione di cibo piuttosto preferire una passeggiata o delle tisane digestive.

Nel caso di celiachia seguire una dieta “gluten free”.

Lo stress continua a determinare il “dolore alla pancia”? Il modo per affrontarlo è quello di allontanare tutti gli eventi scatenanti oppure coltivare attività rigeneranti come lo yoga, la mindfulness.

Non puoi? L’ansia e lo stress continuano a renderti le giornate difficili? Rivolgiti ad uno psicoterapeuta.

In caso di dolori mestruali il contatto con l’acqua calda può essere la soluzione (come assumere liquidi caldi, immergersi in una vasca d’acqua calda).

Se il dolore è intenso, nelle feci si riscontrano muco o sangue, gli altri sintomi s’intensificano (come la febbre, la stitichezza, diarrea, etc.) ci sono tutti i presupposti per contattare il proprio medico di fiducia.

Nel caso di altri disturbi gastrointestinali conclamati, la cura sarà mirata e personalizzata dallo specialista.

Articoli correlati