Crema solare, perché è pericoloso usare quella dello scorso anno

Nel giro di un anno le molecole presenti nella protezione solare per proteggerci dai raggi UV del sole smettono di essere efficaci.

Quando ‘scocca’ l’estate ed è arrivato il momento di godersi il sole in molti tirano fuori la crema solare dello scorso anno.

Eppure questa mossa può avere un impatto negativo sulla salute. Infatti, da un anno all’altro, le molecole presenti nella crema, che dovrebbero proteggerci dai raggi UV (ultravioletti) del sole non sono più efficaci. Il prodotto non ha più, quindi, il potenziale protettivo per cui è stato acquistato l’anno precedente.

Come funziona la crema olare?

La protezione solare ha lo scopo di proteggerci dai raggi ultravioletti B (UVB) che sono responsabili delle scottature e dai raggi ultravioletti A (UVA) che possono causare il cancro e l’invecchiamento precoce della pelle.

La protezione solare, commercializzata per la prima volta nel 1923 in Giappone, applica una ‘pellicola’ protettiva sulla pelle, impedendoci di scottarci e ammalarci. Tuttavia, come riportato su PourquoiDocteur.fr, riutilizzando il prodotto dell’anno precedente, le cui virtù protettive non sono più forti ed efficaci, ci esponiamo a un pericolo reale.

Cancro

Ci sono tre principali tumori della pelle: il carcinoma basocellulare (BCC) la cui evoluzione è positiva sotto trattamento, il carcinoma a cellule squamose (o carcinoma epidermoide) che colpisce soprattutto gli anziani e quello più grave, il melanoma cutaneo.

Quest’ultimo è uno dei tumori la cui incidenza e mortalità sono aumentati notevolmente dagli anni 80, principalmente a causa dell’esposizione al sole e ai centri di abbronzatura UV.

Ogni anno nella sola Francia vengono diagnosticati 80mila nuovi casi di cancro della pelle, ovvero 219 persone ogni giorno e circa 1600 persone muoiono ogni anno.