Covid-19 in risalita in Italia, nessuna Regione è “a rischio basso”

Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità sulla pandemia di Covid-19 in Italia. I dati.

Covid-19 e mascherina.
Covid-19 e mascherina.

“Sale l’incidenza settimanale a livello nazionale” con 763 contagi di Covid-19 “ogni 100.000 abitanti contro 504 ogni 100mila abitanti del periodo precedente”.

Lo riporta l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sulla base del monitoraggio operato dalla Cabina di Regina. “Nel periodo 7 giugno – 20 giugno 2022 – l’RT medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,30 (range 1,06-1,56), in aumento rispetto alla settimana precedente ed oltre la soglia epidemica. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in aumento ed anch’esso sopra la soglia epidemica: Rt=1,22 (1,18-1,26) al 20/06/2022 vs Rt=1,16 (1,11-1,21) al 14/06/2022”.

E ancora: “Il tasso di occupazione in terapia intensiva sale al 2,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 giugno) vs 2,2% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 giugno). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 giugno) vs il 7,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 giugno)”.

Sempre l’ISS ha indicato che nessuna Regione o provincia autonoma “è classificata a rischio basso”, spiegando che comunque 13, tra Regioni e provincie autonome, “sono classificate a rischio moderato” anche se “3 di queste ad alta probabilità di progressione”.

Otto, poi, “sono classificate a rischio alto per la presenza di molteplici allerte di resilienza; 3 di queste sono ad alta probabilità di progressione.

“Venti Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza. Otto Regioni/PPAA riportano molteplici allerte di resilienza”.

Infine, “la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (9 per cento contro lo stesso dato della scorsa settimana). In sostanza è stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44 per cento contro 45), come anche la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (sempre 47 per cento)”.

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