Covid-19 può aiutare nella ricerca contro il cancro: ecco perché

L'immunoterapia oncologica si orienta verso il coronavirus: un virus che può essere utilizzato contro il cancro. Ecco come.

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L’immunoterapia oncologica si orienta verso il coronavirus: un virus che può essere utilizzato contro il cancro.

Non è fantascienza, basterà ‘ingannare’ le cellule del corpo facendogli credere che il cancro è stato infettato dal SARS-CoV-2. La chiave è farlo senza utilizzare il virus o causare veramente la vera infezione”, secondo uno studio di Shashi Gujar et al. della Dalhousie University.

Coronavirus e la risposta contro il cancro

Ad essere al centro dell’attenzione è il sistema immunitario per comprendere come questo interagisce contro il Coronavirus e se questa risposta immunitaria potrebbe essere riproposta per combattere il cancro usando – appunto – il sistema immunitario coinvolgo, affermano i ricercatori nel comunicato pubblicato sul sito web della Dalhousie University.

Nello stesso comunicato viene riferito che il sistema immunitario di una persona che ha contratto il Covid-19 riconosce il virus e determina la risposta immunitaria specifica tramite le cellule T che attaccano solo le cellule che ospitano il virus.

Gli studiosi spiegano che i vaccini hanno dato un contributo fondamentale per giungere a questa rivoluzionaria osservazione clinica: i vaccini – attualmente testati in tutto il mondo – hanno la capacità simile d’innescare le cellule T specifiche.

Gli scienziati sono a lavoro per cercare di “convincere” i linfociti T ad attaccare le cellule tumorali che esprimono gli stessi marcatori identificativi delle cellule che ospitano il virus del Coronavirus, in questo modo diventano bersagli delle cellule T che combattono il SARS-CoV-2.

Quando saremo certi che funzionerà, questa immunoterapia sarà un processo semplice che potrà essere utilizzato sui pazienti il prima possibile: una strategia pratica che potrà essere utilizzata contro vari tipi di cancro. Le cellule specifiche del Coronavirus possono essere potenzialmente trovate in milioni di persone in tutto il mondo a causa di un’infezione o di un vaccino, rendendo questo tipo di immunoterapia contro il cancro utile per la popolazione mondiale” dichiarano nel comunicato.

Dal ruolo dei linfociti T della ‘memoria’ al mix di tag del Coronavirus come cura 

Definite “cellule della memoria”, questi linfociti T vengono tenuti nel corpo dopo che una persona contrae l’infezione.

Il sistema immunitario ricorda ciò che ha imparato su come proteggere il corpo da quella malattia, viene affermato sul sito web del CDC.

Il ruolo dei linfociti T del nostro sistema immunitario è di fondamentale importanza in quanto “le cellule di memoria agiranno da allarme e aiuteranno il sistema immunitario a identificare e produrre anticorpi per attaccare il virus estraneo se entrerà di nuovo nel corpo” secondo l’Agenzia Sanitaria Federale.

“Ingannando” le cellule del nostro corpo facendogli credere che il cancro è stato infettato dal Coronavirus, si potranno avere delle risposte specifiche contro le cellule tumorali.

Gli scienziati – insieme al Dottor Gujar – stanno attualmente testando “tag” specifici del coronavirus che si verificano in diverse popolazioni per creare un mix di questi tag al fine di curare il cancro in tutto il mondo.