Cosa fare se una persona parla di suicidio: i consigli di un’esperta

Una psicologa dà consigli su cosa fare nel caso qualcuno ci dica che sta pensando al suicidio.

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Nessuno è al sicuro dal suicidio. Nella sola Francia ogni anno 10mila persone si tolgono la vita e 180mila ci provano.

Il suicidio è la principale causa di morte tra i 25 e i 34 anni e la seconda tra i 15 e i 24. Ma riguarda anche gli anziani.

Sonia Prades, psicologa clinica, a FemmeActuelle.fr ha spiegato che “esiste il pregiudizio che qualcuno che parla di suicidio non lo farà mai. Certo, a volte, è vero: la persona dice che vuole farla finita per chiedere aiuto ma non ha una reale intenzione di farlo. Il problema è che anche questo pensiero è sbagliato: nel dubbio, è sempre meglio prendere la situazione sul serio“.

Al momento, c’è una reazione da evitare assolutamente: non fare nulla. “Soprattutto, non comportarti come se non avessi sentito nulla, non sminuire: non sai in quale stato psicologico si trova la persona. Al contrario, esprimi francamente la tua preoccupazione: mi preoccupa cosa stai dicendo, perché lo dici, lo pensi davvero?“, ha spiegato l’esperta.

Per scoprire se la situazione è grave, considera altri segnali di avvertimento: se la persona in questione ha problemi di sonno e / o appetito, problemi a livello professionale, perdita di libido, mancanza di desiderio, perdita di contatto sociale e / o attività abituali… Esiste un rischio reale di suicidio e dobbiamo agire rapidamente“, ha aggiunto.

Come reagire

Se la situazione è grave, sono possibili due scenari. In tutti i casi, l’assistenza professionale è essenziale.

  • La persona accetta di chiedere aiuto. Invitala a fissare un appuntamento con un professionista della salute. La cosa più importante è che possa discutere delle sue preoccupazioni con qualcuno che ha un piede nella comunità medica. Questo specialista reindirizzerà la persona al professionista più adatto. Se è un bambino (fino a 12 anni), è necessaria una visita dal pediatra. Soprattutto, bisogna assicurarsi che l’appuntamento sia stato preso e che la persona ci vada.
  • La persona non vuole aiuto. Dovrai prendere provvedimenti: scegli un professionista della salute e chiamalo per condividere le tue preoccupazioni sulla situazione della persona. Quindi, via al coinvincimento: spiega che sei preoccupato e che, perciò, hai fissato un appuntamento con uno specialista. Da evitare, però, le affermazioni con tono aggressivo.

Il consiglio è di non lasciare mai la persona da sola fino a quando non sarà visitata da uno specialista.