Cosa fare in caso di stretto contatto con un caso di Covid-19?

Sei uno stretto contatto con un positivo al Covid-19 e non sai cosa fare? Continua nella lettura.

Foto di Christo Anestev da Pixabay

Sei uno stretto contatto con un positivo al Covid-19 e non sai cosa fare? Continua nella lettura.

Caso di contatto stretto con un positivo: le indicazioni

Iniziano i dubbi: fare o non fare il tampone? Sarò positivo anch’io? E l’ansia ti ha portato fino alla lettura di questo articolo.

Vogliamo iniziare indagando la parola ‘contatto stretto‘ che vuol dire esposizione ad alto rischio di un caso confermato o probabile, ed è definito come:

1) una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19.
2) Una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano).
3) Una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati).
4) Una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti.
5) Una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei.
6) Un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei.
7) Una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Ricordiamo che per accertare la positività al Covid-19 è opportuno sottoporsi al test molecolare che viene eseguito su un campione delle vie respiratorie prelevato tramite un tampone.

Quando si esegue il tampone? Devono essere trascorse almeno 72 ore dall’ultimo contatto a rischio.

Ma non tutti devono sottoporsi a questo, solo in alcuni casi e se necessario; la presenza dei sintomi è fondamentale per dare una risposta ai vostri dubbi e questi – ricordiamo – comprendono: febbre (almeno 37,5°C), brividi, tosse di recente comparsa, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), naso che cola, mal di gola e diarrea (soprattutto nei bambini).

Sei un contatto stretto di un positivo e ti stai chiedendo se devi fare un tampone? Se sei asintomatico non devi sottoporti al tampone ma ad una condizione: devi rispettare la misura di quarantena per 14 giorni dall’ultima esposizione al caso.
Se al decimo giorno ci si sottopone al tampone e si è negativi, puoi riprendere la vita sociale.

Differente è la situazione per i contatti stretti che presentano i sintomi, in questo caso – per prima cosa – bisogna contattare il proprio medico di famiglia che farà una valutazione per la prescrizione del tampone.

Se il tampone ha esito negativo puoi tornare alla vita ‘normale’? La risposta è no, devi comunque continuare la quarantena e sottoporti al tampone al decimo giorno.

Se è negativo potrai riprendere la tua vita di sempre, nel caso di positività devi considerare (e non è un optional) l’isolamento.