Coronavirus, Johnson & Johnson avvia fase finale di test sul vaccino

La compagnia farmaceutica Johnson & Johnson ha avviato la terza e ultima fase di test clinici su un vaccino contro il coronavirus.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Johnson & Johnson ha annunciato oggi il lancio dello studio registrativo di fase 3 (ENSEMBLE), su ampia scala ed esteso a diversi paesi, per il suo candidato vaccino contro il COVID-19, JNJ-78436735, sviluppato da Janssen, la divisione farmaceutica di J&J.

L’avvio del trial ENSEMBLE fa seguito ai risultati ad interim positivi, ottenuti dallo studio clinico di fase 1/2a condotto dalla Società e pubblicato online, che ha dimostrato come il profilo di sicurezza e immunogenicità dopo una singola somministrazione del vaccino ne supportasse l’ulteriore sviluppo. Sulla base di tali risultati e in dialogo con le autorità regolatorie, tra cui la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, ENSEMBLE arruolerà 60.000 volontari in tre continenti, e studierà la sicurezza e l’efficacia di una singola somministrazione di vaccino rispetto a placebo nella prevenzione del COVID-19.

Johnson & Johnson ha continuato ad accrescere la propria capacità produttiva, con l’obiettivo di provvedere ad una fornitura globale di oltre un miliardo di dosi di vaccino. Il Gruppo si impegna ad offrire al pubblico un vaccino di costo accessibile, su base non-profit, per l’uso di emergenza nella pandemia, e anticipa che i primi lotti di vaccino contro il COVID-19 saranno disponibili per l’autorizzazione all’uso di emergenza all’inizio del 2021.

Johnson & Johnson svilupperà e testerà il suo candidato vaccino contro il COVID-19 in conformità ad elevati standard etici e solidi principi scientifici. La Società è impegnata per la trasparenza e la condivisione di informazioni riguardo alla fase 3 dello studio ENSEMBLE, compresi i dettagli del protocollo di sperimentazione che sono disponibili cliccando qui.

“Mentre il COVID-19 continua a condizionare la vita quotidiana delle persone in tutto il mondo, i nostri obiettivi rimangono gli stessi – avvalendoci della portata globale e dell’innovazione scientifica della nostra azienda per contribuire a mettere fine a questa pandemia” afferma Alex Gorsky, Presidente e Chief Executive Officer.

“Come azienda impegnata nella salute più grande del mondo, stiamo mettendo in campo le nostre migliori menti scientifiche e rigorosi standard di sicurezza, in collaborazione con le autorità competenti, per accelerare la lotta contro la pandemia. Questa importante pietra miliare dimostra la concentrazione dei nostri sforzi per ottenere un vaccino contro il COVID-19, in un contesto di collaborazione e profondo impegno per un processo scientifico di valore ed efficace. Siamo impegnati alla trasparenza sullo studio clinico e alla condivisione delle relative informazioni, compresi i dettagli del nostro protocollo di sperimentazione.”.

“Rimaniamo pienamente focalizzati sullo sviluppo di un vaccino contro il CoVID-19 sicuro ed efficace, urgentemente necessario, per le persone di tutto il mondo” dichiara Paul Stoffels, M.D., Vice Presidente del Comitato Esecutivo e Chief Scientific Officer, Johnson & Johnson dichiara Paul Stoffels, M.D., Vice Presidente del Comitato Esecutivo e Chief Scientific Officer, Johnson & Johnson.

“Riconosciamo il grande valore del supporto collaborativo dei nostri partner scientifici e delle autorità sanitarie mondiali, mentre il nostro team globale di esperti lavora instancabilmente allo sviluppo del vaccino e al potenziamento della nostra capacità di produzione con lo scopo di realizzare un vaccino per l’uso in emergenza all’inizio del 2021”.

Il candidato vaccino Janssen contro il COVID-19 utilizza la piattaforma AdVac® dell’Azienda, che è stata usata anche per sviluppare e produrre il vaccino di Janssen contro l’Ebola recentemente approvato, e a costruire i candidati vaccini per i virus Zika, RSV e HIV. La piattaforma AdVac® è già stata utilizzata ad oggi per vaccinare più di 100.000 persone nei programmi di ricerca sui vaccini di Janssen.

Con la tecnologia AdVac® di Janssen, il vaccino rimane stabile a 2-8°C per tre mesi. Questo lo rende compatibile con i canali di distribuzione standard dei vaccini, e fa sì che non siano necessarie nuove infrastrutture per portarlo dove è necessario.