Coronavirus: l’ipotesi dell’immunità crociata con il raffreddore

Secondo un team di scienziati tedeschi che ha curato uno studio non ancora pubblicato, potrebbe esistere un'immunità crociata tra Coronavirus e raffreddore.

Quando si parla di Coronavirus, si inquadra una famiglia di virus molto ampia, non tutti in grado di provocare malattie pesanti come il Covid-19. Esistono per esempio 4 ceppi di Coronavirus, tra i quali è possibile citare il 229E, che provocano la maggior parte dei raffreddori, infettando la maggior parte della popolazione mondiale.

Queste infezioni, frutto di Coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, stimolano il sistema immunitario, inducendo la formazione di veri e propri pool di linfociti e l’innescarsi di una memoria immunitaria. Sono in molti a chiedersi se abbiano o meno un effetto protettivo nei confronti del SARS-CoV-2.

A rispondere ci ha pensato un recente studio scientifico tedesco, che ha dimostrato la presenza di cellule in grado di reagire alla proteina S del SARS-CoV-2 in pazienti che non erano stati infettati. Il lavoro in questione, non ancora pubblicato su una rivista scientifica e per ora disponibile solo su medrxiv. Vediamone qualche dettaglio nelle prossime righe.

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I dettagli dello studio

Gli esperti che hanno condotto questo studio si sono basate su un gruppo di 36 persone, la metà delle quali erano risultate infette al test del SARS-CoV-2. La restante parte del campione era formata da soggetti sieropositivi che hanno donato il sangue.

Le cellule immunitarie dei due gruppi di pazienti sono state stimolate in vitro tramite pool di peptidi che riproducevano la sequenza della proteina S del Coronavirus. Analizzando i dati ad esse relativi, è stato possibile scoprire che l’immunità crociata è indipendente dalla presenza di anticorpi.

A detta degli studiosi che hanno condotto questo lavoro scientifico, i dati in merito possono fornire molte risposte e, per esempio, aiutare a spiegare come mai molte persone sono asintomatiche o soffrono solo di sintomi lievi.

Inoltre, sarebbe a loro avviso possibile spiegare la prevalenza della malattia negli anziani che, a differenza di persone più giovani, frequentano meno posti affollati dove è più probabile prendersi un raffreddore causato da un Coronavirus diverso dal SARS-CoV-2.

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