Come scegliere la corretta protezione solare per bambini

L’estate è ormai alle porte e il problema della scelta della protezione solare torna a galla. Tutti ormai sanno che non deve mai mancare nella valigia prima di partire, ma in pochi sanno come districarsi in questo settore. È importante anche non sottovalutare l’importanza di uno schermo anche nelle normali uscite quotidiane in città. Il sole è un amico sotto molti aspetti, ma è bene che non diventi un nemico della pelle.

Le creme solari sono dei preziosi alleati contro UVA e UVB, aiutando a combattere i danni alla bene. Certamente non tutti gli individui sono uguagli agli altri e anche le condizioni climatiche variano da ambiente ad ambiente, per questo è importante conoscere bene quest’argomento, soprattutto se si è alla ricerca di una protezione solare per bambini.

Solitamente in questi casi si utilizzano creme solari con alti fattori di protezione, occorre però che sull’etichetta del prodotto, quindi sull’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), siano riportati i corretti ingredienti. Per prima cosa è bene sapere che essi sono riportati dall’alto al basso secondo la quantità presente: il primo sarà in maggior concentrazione, mentre l’ultimo sarà presente in minor quantità. È importante che sia presente una dicitura che tuteli la protezione del bambino non solo dai raggi UVA, ma anche dagli UVB, spesso sottovalutati.

Molto spesso non si fa caso alla dicitura presente sulle confezioni di protezione solare che indica il Sun Protector Factor. L’SPF però si limita alla protezione dai raggi UVB. Per quanto riguarda i raggi UVA, non esiste una classificazione internazionale, pertanto alcuni produttori la esprimono direttamente sull’etichetta secondo le proprie misure. Considerando che i bambini si trovano spesso in spiaggia a giocare sulla sabbia e con l’acqua, la crema deve essere anche resistente all’acqua per evitare di doverla spalmare ogni volta che si bagnino. Questo significa che, anche se il bambino sta immerso nell’acqua per 20 minuti, la protezione sarà in grado di resistere. È sempre consigliato riapplicarla ogni poche ore per assicurarne la completa protezione al bambino.

Altra importante classificazione va fatta sulla composizione della protezione solare per bambini. I prodotti possono essere di tipo chimico o di tipo fisico. I primi possono assorbire i raggi UV facendoli penetrare nella pelle dei soggetti e bloccandone gli effetti negativi proprio qui. Questo può comportare uno squilibrio ormonale oltre ad un possibile inquinamento dell’ambiente marino o lacustre in cui ci si immerge. I secondi, grazie alla presenza di sostanze minerali naturali come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, riescono a riflettere i raggi UV, senza innescare reazioni all’interno del corpo umano e senza creare danni all’ambiente. Una soluzione ottimale sia per l’individuo stesso che per l’ambiente. I bambini sono inoltre più soggetti a possibili sviluppi di allergie usando filtri chimici fin da piccoli. Prima di utilizzare qualsiasi tipo di protezione solare è bene verificare che sull’etichetta sia presente la dicitura ‘ipoallergenico’. Generalmente tutti questi prodotti sono privi di conservanti, coloranti, profumazioni e sostanze che potrebbero provocare fastidi ai bambini. La scelta migliore resta sempre un solare biologico che utilizzi solo componenti naturali organici