Come proteggere dal caldo i medicinali? Consigli utili

Ogni farmaco è sottoposto a test di stabilità e conservazione prima della sua autorizzazione all'immissione in commercio. Cosa succede quando fa caldo?

Ogni farmaco è sottoposto a test di stabilità e conservazione prima della sua autorizzazione all’immissione in commercio.

Le prove di omologazione devono, quindi, dimostrare l’assenza di degrado a temperature di 40°C per sei mesi. Tuttavia, alcuni farmaci devono essere preservate dal caldo. In casi come questi, l’indicazione delle condizioni di conservazione è normalmente riportata sulla scatola.

  • Medicinali da conservare tra +2 e +8°C: prodotti iniettabili come vaccini, antiveleno, ormoni della crescita, insulina. Vanno conservati in frigorifero e utilizzati subito dopo essere tirati fuori. Vanno trasportati in una borsa termica con, se necessario, una borsa del ghiaccio (ma non a diretto contatto per non congelare il prodotto). Va, inoltre, evitato di sottoporli a un ciclo freddo/caldo, prima inserendoli e poi tirandoli fuori dal frigorifero
  • Medicinali da conservare a temperatura ambiente: vanno conservati preferibilmente ad una temperatura inferiore a 25°C o 30°C. L’occasionale superamento di tale temperatura per alcuni giorni, tuttavia, non ne pregiudica l’efficacia e la stabilità. Quando si viaggia durante un’ondata di caldo, è comunque meglio trasportarli in un imballaggio isolante non refrigerato.
  • Medicinali senza menzione speciale: in condizioni normali (armadietto dei medicinali, stanza normalmente ventilata, ecc.), non temono gli episodi di ondata di caldo.

Alcune forme di farmaci (supposte, capsule) possono sciogliersi in caso di calore elevato. Creme e unguenti possono modificare il loro aspetto (separazione tra la fase grassa e la fase acquosa). È, quindi, raccomandabile non utilizzarli perché il principio attivo non è più distribuito omogeneamente nell’eccipiente.

È importante riconoscere l’aspetto normale di ciascun farmaco (colore, odore, solubilità, consistenza) in modo da poter rilevare un cambiamento.

Una degradazione del farmaco può, infatti, comportare una diminuzione della sua attività terapeutica e rischi per il paziente. La tetraciclina, ad esempio, può essere tossica quando la polvere giallo – pallido diventa brunastra e viscosa (che può avvenire anche quando la data di scadenza non è stata ancora raggiunta). Alcuni antibiotici (penicillina e cefalosporina) aumentano il loro potere allergenico.