Charlie Gard, “Il tempo è scaduto”. Genitori rinunciano al trasferimento negli USA

Secondo Chris Gard, il padre del bambino, è stato perso troppo tempo nelle aule di tribunale: "Non vivrà fino al suo primo compleanno", che è tra due settimane.

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I genitori e il piccolo Charlie.

I genitori di CharlieConny Yates e Chris Gard, il bambino di 11 mesi affetto da una rara malattia degenerativa, hanno deciso di rinunciare alla battaglia legale per le cure del piccolo.

Lo hanno reso noto il loro legale, Grant Armstrong, dopo l’annunciato fatto in Tribunale, tra le lacrime, della giovane coppia britannica: “Il tempo è scaduto“.

Ritirata anche la richiesta di trasferimento negli Stati Uniti d’America, che avevano offerto un protocollo sperimentale, proposto pochi giorni fa, con tanto di conferimento della cittadinanza per consentire il viaggio più celermente.

Da settimane Charlie è al centro di un braccio di ferro tra i genitori da una parte medici e giudici britannici dall’altra che hanno deciso di staccare la spina ai macchinari che tengono in vita il bambino per evitargli, secondo loro, altre sofferenze.

I genitori, invece, chiedevano di portare Charlie negli USA per sottoporlo a una cura sperimentale, a spese loro (con l’aiuto di 1,6 milioni di euro donati da persone di tutto il mondo).

Tristi le parole del padre: “È tempo che vada, stia con gli angeli“.

Secondo Chris Gard, è stato perso troppo tempo nelle aule di tribunale: “Non vivrà fino al suo primo compleanno“, che è tra due settimane, ha aggiunto l’uomo, in lacrime davanti all’Alta Corte: “Siamo così addolorati per non essere riusciti a salvarti“, ha concluso.

Sulla vicenda era intervenuto anche Papa Francesco.

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