Cancro al seno negli uomini, 3 campanelli d’allarme

Il carcinoma della mammella maschile rappresenta lo 0.5-1 per cento di tutti i tumori della mammella.Vediamo di cosa si tratta.

Si parla tanto di cancro al seno nelle donne e molto poco in quello negli uomini. Non è un caso, difatti è un’evenienza rara ma possibile. Il carcinoma della mammella maschile rappresenta lo 0.5-1 per cento di tutti i tumori della mammella.Vediamo di cosa si tratta.

Cancro al seno negli uomini, cosa c’è da sapere

Anche nell’uomo è presente del tessuto mammario che può dare origine a formazione tumorale con diffusione negli organi circostanti.

Nelle prime fasi di vita la quantità di tessuto mammario nelle femmine e nei maschi è uguale, è nella fase della pubertà che questo tessuto aumenta nelle donne grazie agli ormoni (estrogeni) prodotti dalle ovaie che fanno crescere dotti, lobuli e stroma (costituenti della ghiandola mammaria), gli ormoni maschili invece impediscono questa crescita.

In genere, il cancro al seno nell’uomo viene diagnosticato intorno ai 70 anni o prima, raramente si presenta in un giovane uomo e solitamente la causa è ereditaria. A livello genetico, sono molto importanti le mutazioni presenti nel gene BRCA2, responsabili del 4-14 per cento circa dei tumori mammari maschili, mentre quelle nel gene BRCA1 sembrano meno legate all’aumento del rischio.

Infine, anche alcune sindromi genetiche presenti alla nascita, come la sindrome di Klinefelter o l’esposizione del torace a radiazioni, per esempio come radioterapia, possono influenzare in modo negativo il rischio.

3 campanelli d’allarme

Seppur generalmente nelle fasi iniziali il cancro al seno negli uomini non provoca dolore o altri sintomi particolari bisogna allarmarsi quando:

1. Sono presenti noduli.
2. Il capezzolo si ritrae.
3. Esce del liquido dal capezzolo.

Diagnosi

Riconoscere al tatto un nodulo mammario in un uomo è molto più semplice che in una donna, per l’uomo non esiste un esame di screening come la mammografia ma è possibile sottoporsi ad un test genetico per valutare se vi è la presenza delle mutazioni BRCA1 e BRCA2.

Ad ogni modo è necessario recarsi dal medico in caso dell’insorgenza dei campanelli d’allarme sopra citati, anche per l’uomo vengono utilizzati ecografia e mammografia per visualizzare la struttura del seno, oppure l’analisi del liquido che, in alcuni casi, fuoriesce dal capezzolo. L’esame che permette di formulare una diagnosi certa è, però, la biopsia.

[Fonte: airc.it]