Cancro al seno: alcune sostanze inquinanti favoriscono le metastasi

La scoperta di una ricerca preliminare di Inserm pubblicata nell'edizione di novembre sulla rivista Environment International. I dettagli.

La diossina e i PCB (policlorobifenili) sono inquinanti che potrebbero promuovere lo sviluppo delle metastasi del cancro al seno, secondo una ricerca preliminare di Inserm pubblicata nell’edizione di novembre sulla rivista Environment International.

Il cancro al seno è un grave problema di salute pubblica con oltre 2 milioni di nuovi casi diagnosticati e oltre 600mila decessi in tutto il mondo nel 2018.

La presenza di metastasi a distanza dal tumore di origine è un indicatore dell’aggressività della malattia. Quando vengono rilevate le metastasi, il tasso di sopravvivenza a cinque anni della diagnosi è soltanto del 26%, rispetto al 99% se il cancro colpisce soltanto la mammella e all’85% se sono interessati solo i linfonodi.

Studi recenti hanno suggerito che l’esposizione a inquinanti organici persistenti o POP (inquinanti ambientali endocrini e / o cancerogeni che il corpo non può eliminare), che si accumulano nella catena alimentare, sarebbe un fattore di rischio per il cancro al seno.

Per valutare l’influenza di questi POP sul livello di aggressività del cancro, che è stata poco studiata, i ricercatori hanno misurato la concentrazione di 49 POP, tra cui la diossina Seveso (uno scarto dei prodotti di incenerimento) e diversi PCB (generati da vari processi industriali) in campioni di grasso che circondano il carcinoma mammario di 91 donne.

L’analisi biologica e statistica ha mostrato un’associazione tra la presenza di metastasi a distanza dal tumore e la concentrazione di diossina nel tessuto adiposo delle donne in sovrappeso. In tutte le pazienti, le concentrazioni di diossina e PCB erano associate alla dimensione del tumore e ai livelli metastatici dei linfonodi.

Aumento del rischio di recidiva

Le donne con concentrazioni di PCB più elevate hanno presentato un rischio maggiore di recidiva. Questi risultati suggeriscono che maggiore è la concentrazione di POP nel tessuto adiposo, maggiore è il carcinoma mammario aggressivo, soprattutto nelle donne in sovrappeso.

Secondo una delle ipotesi che potrebbero spiegare questi risultati, la diossina e alcuni PCB invierebbero un segnale che favorirebbe la migrazione delle cellule cancerose, quindi le metastasi.

Lo studio, che è “preliminare“, “non consente di trarre conclusioni definitive” sul legame tra POP e aggressività del carcinoma mammario. Ma la ricerca su più pazienti dovrebbe fornire risultati statistici più rappresentativi.

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