Botta in testa, quando bisogna allarmarsi?

Botta in testa. Quando c'è da preoccuparsi? Quali sono i sintomi che devono allarmare? E nei bambini? Cosa è meglio sapere.

Non importa che sia di lieve, media o di grave entità: un trauma cranico desta sempre preoccupazione soprattutto quando ad essere coinvolti sono anche i bambini e non solamente gli adulti. Quando è il caso di allarmarsi? Di seguito un’esposizione dei segnali sentinella più comuni.

Trauma cranico, cos’è e i sintomi sentinella

Si può cadere per una svista, si può essere coinvolti in degli incidenti stradali o domestici, oppure trovarsi nel bel mezzo di una rissa, sbattere la testa durante una partita di pallacanestro, in parte sono eventi comuni a cui tutti possiamo incorrere.

Le nostre ossa craniche, insieme al liquido cerebrospinale però hanno la funzione di “cuscino salva-vita”: ci proteggono da possibili ferite e fratture, da “botte” improvvise alla testa ma non sempre.

E quando il dolore prende il controllo dello stato psico-fisico non tardano ad arrivare i primi pensieri di avvisaglia: cosa sta succedendo? Devo andare in ospedale?

Puoi sentirti confuso e disorientato, fai un respiro profondo e inizia a capire quanto successo: una commozione cerebrale (temporanea perdita della funzione cerebrale) può avere gradi d’importanza differenti.

Prima di tutto è essenziale capire se hai perso coscienza o meno, nel primo caso si parla di “trauma cranico commotivo” o “trauma cranico non commotivo” nel secondo caso.

La perdita di coscienza deve essere presa in considerazione, nel secondo caso (senza perdita coscienza) la situazione può essere meno grave ma rilevante nel caso in cui si assiste all’insorgenza di altri sintomi:

  • Ematoma.
  • Non si ricorda quello che è successo.
  • Nausea e vomito.
  • Fotofobia.
  • Diplopia.
  • Acufeni.
  • Difficoltà a mantenere l’equilibrio.
  • Mancanza di coordinazione motoria.
  • Cefalea.
  • Vertigini.

Altri stati emotivi e cognitivi compromettenti possono essere:

  • Confusione.
  • Disorientamento.
  • Difficoltà nell’attenzione o nella concentrazione.
  • Disturbi della coscienza.
  • Disturbi del sonno.
  • Pianto o manifestazioni emotive inappropriate alla situazione.

Questi sintomi generalmente si manifestano con rapidità dall’accaduto e possono durare qualche giorno o settimana ma potrebbero anche non comparire subito e presentarsi dopo settimane.

Molto severi sono i casi in cui vi può essere una frattura alla base del cranio provocando la perdita di sangue o liquidi tramite il naso o le orecchie.

Come reagiscono i bambini piccoli in caso di commozione cerebrale?

Solitamente diventano molto irritabili, lo strappo del cuoio capelluto può comportare la perdita di sangue ma questo non è sempre sintomo di gravità.

Da non sottovalutare una serie di altri sintomi:

  • Pianto inconsolabile.
  • Scomparsa dell’appetito.
  • Irritabilità continua.
  • Letargia.
  • Severo pallore.
  • Difficoltà a riconoscere le persone (genitori inclusi).

Il primo passo da compiere è quello di mettere il ghiaccio nella zona interessata, valutare la coscienza del piccolo, porre delle domande per capire il grado di presenza nella realtà. Contattare il pediatra di riferimento e raccontare di ogni dettaglio.

I sintomi post-commozione possono durare anche per settimane come nel caso d’incidenti con perdita di coscienza è normale non ricordare l’evento, si parla di amnesia retrograda.

Nella maggior parte dei traumi cranici si riacquistano le funzionalità cognitive/fisiologiche precedenti.

In caso di traumi importanti e di difficoltà nella deambulazione e psico-fisiche evidenti (come perdita dell’udito), nausea e vomito, sonnolenza, stato confusionale, difficoltà nel parlare, ronzii all’orecchio, convulsioni e debolezza è opportuno contattare l’112 o recarsi al Pronto Soccorso più vicino, non sempre i sintomi compaiono nell’immediato.