Batteri mangia-carne si stanno diffondendo in Australia

Una rara ulcera che distrugge i tessuti si sta rapidamente diffondendo in Australia e ha raggiunto proporzioni epidemiche, causando malattie infettive.

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Ulcera del Buruli

Una rara ulcera che distrugge i tessuti si sta rapidamente diffondendo in Australia e ha raggiunto proporzioni epidemiche, causando malattie infettive.

In un articolo pubblicato oggi – lunedì 16 aprile – sul Medical Journal of Australia (MJA) si legge che gli episodi di ulcera del Buruli sono in aumento.

Il primo segno di infezione è di solito un nodulo indolore sulla pelle spesso considerato come una puntura d’insetto. L’infezione a movimento lento si annida in uno strato di grasso situato tra la pelle e il rivestimento che copre i muscoli. È in questo strato di grasso che l’infezione fa presa, diffondendosi attraverso il corpo, distruggendo tessuto lungo la strada.

Chi contrae l’infezione spesso non han idea di avercela fino a quando non appare l’ulcera.

Chiunque può essere colpito dall’ulcerla del Buruli.

Mentre l’infezione risponde a un ciclo di antibiotici di circa otto settimane, in rari casi è necessario un intervento chirurgico per rimuovere la pelle o addirittura l’amputazione. Il batterio M. ulcerans, infatti, rilascia una tossina nota come mycolactone, che indebolisce il sistema immunitario e porta alla morte del tessuto.

Questa malattia è spesso associata ai Paesi dell’Africa e dell’Africa (soprattutto in quella subsahariana rurale) e si ritiene che in Australia sia diffusa soprattutto da zanzare e opossum tramite le feci, anche se non c’è certezza.

Ciò che sta preoccupando gli esperti e le autorità sanitarie australiane, infatti, è che non si conosce il modo con cui le persone si stiano infettando con questi batteri ‘mangiacarne

Ad esempio, è stato rivelato che gli animali domestici, come cani e gatti hanno in molti sviluppata la malattia e non è chiaro se siano proprio gli animali a diffonderla magari con le zanzare che fanno da vettori.

In Australia sono già stati stanziati 2,4 milioni di dollari per la ricerca di una soluzione che sta colpendo soprattutto l’area di Victoria dove sono stati registrati 182 nuovi casi nel 2016, 275 nel 2017 e già 30 nel 2018.