Attacco cardiaco: ecco perché è importante chiamare subito i soccorsi dopo i primi sintomi

Uno studio ha mostrato che un ritardo superiore a due ore può causare anche la morte. I dettagli.

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I sintomi di un infarto pretendono sempre cure adeguate nel minor tempo possibile. La raccomandazione è anche molto precisa: oltre 2 ore dopo la crisi non è soltanto difficile garantire un trattamento con buoni risultati ma soprattutto il rischio di morte è molto alto.

Tuttavia, uno studio condotto dalla European Society of Cardiology e pubblicato il 12 settembre sull’European Journal of Cardiology Nursing ha dimostrato che questo ritardo prima dell’assistenza sia talvolta molto più lungo.

I pazienti, in particolare quelli i cui sintomi sono comparsi gradualmente, possono attendere fino a 8 ore prima di ottenere un’assistenza medica. E per coloro i cui sintomi sono comparsi all’improvviso il ritardo è di 2,6 ore.

“I sintomi graduali non sono presi sul serio”

Come si legge su Pourquoidocteur.fr, mentre i sintomi improvvisi sono caratterizzati da un forte dolore, i sintomi progressivi possono rappresentare un lieve disagio che peggiora lentamente. Eppure “entrambi sono un’emergenza medica e richiedono un aiuto molto rapido“, ha ricordato il dott. Sahereh Mirzaei, autore dello studio dell’Università dell’Illinois a Chicago, che ha aggiunto che questo studio “mostra che i sintomi i graduali non sono presi sul serio“.

L’analisi ha coinvolto 474 pazienti in Pronto Soccorso con coronaropatia acuta (infarto del miocardio e angina instabile). Le caratteristiche dei sintomi e il tempo trascorso, l’intervento dei servizi di emergenza e l’arrivo dei pazienti nelle emergenze sono stati valutati mediante un questionario.

Un intervallo mediano di 4 ore tra i primi segni e l’arrivo in ospedale

Risultato: mentre i sintomi sono comparsi improvvisamente nel 56% dei pazienti e più gradualmente nel 44% (le donne cercano l’aiuto di un medico più velocemente degli uomini in presenza di un dolore acuto), la mediana tra la comparsa dei primi segni e l’arrivo in ospedale è stata di 4 ore. E soltanto il 45% dei pazienti aveva chiamato un’ambulanza, con il 52% che ha scelto di utilizzare i propri mezzi di trasporto per raggiungere l’ospedale.

I sintomi della sindrome coronarica acuta non sono specifici e la loro interpretazione è spesso difficile ma il dolore toracico è spesso un presagio di blocco dell’arteria e non deve essere ignorato, così come il dolore alla gola, al collo, allo stomaco e alle spalle spesso accompagnati da nausea e sudorazione fredda. In questa situazione, i pazienti devono contattare immediatamente il personale di emergenza medica“, ha ricordato il dott. Mirzaei.

I sintomi possono comparire come risultato di uno sforzo

Il 54% dei sintomi si è verificato a seguito di uno sforzo. “Gli uomini con molteplici fattori di rischio come ipertensione, diabete, colesterolo alto o una storia familiare di malattie cardiache devono essere consapevoli che il dolore toracico o il disagio dopo l’esercizio fisico possono essere segni di un attacco cardiaco“, ha affermato l’esperto.

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