Anticorpi monoclonali “avanti tutta!”, l’annuncio del virologo Silvestri

Il virologo Silvestri, docente alla Emory University, ha commentato le prime somministrazioni di anticorpi monoclonali contro il Covid-19 in Italia.

Guido Silvestri, virologo.
Guido Silvestri, virologo.

Sugli anticorpi monoclonali in Italia «avanti tutta! Si sta partendo anche in diversi altri centri italiani (Spallanzani, Pisa, Genova, Catania, Bologna, eccetera), oltre a Pesaro nelle Marche, e si tratta di un’ottima notizia. Rimane la sensazione dolce-amara nel vedere che si fa adesso quello che si sarebbe potuto fare alcuni mesi fa, ma meglio tardi che mai».

Il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, ha commentato così, su Facebook, le prime somministrazioni di anticorpi monoclonali contro il Covid-19 in Italia, dopo la sua ‘battaglia’ per promuoverne l’uso anche nel nostro Paese.

«Buona notizia anche che il generale Figliuolo abbia finalizzato l’acquisto delle prime 150.000 dosi – ha sottolineato – Avanti così, quindi, con grande curiosità verso i primi risultati di questa sperimentazione».

Cosa sono gli anticorpi?

Quando il nostro corpo riconosce un virus (l’antigene) produce delle proteine dette immunoglobuline o anticorpi che lo andranno ad inattivare così da rendere possibile la sua distruzione da parte del sistema immunitario.

E gli anticorpi monoclonali?

Gli anticorpi monoclonali sono delle proteine create in laboratorio che hanno le stesse caratteristiche di quelle prodotte dal nostro organismo (come abbiamo visto nella risposta precedente) e che si legano ad un’antigene specifico che si vuole contrastare.

C’è una precisazione da fare: questi anticorpi vanno ad agire in maniera diretta sull’agente patogeno ma non vanno a stimolare il sistema immunitario, difatti si parla d’immunizzazione passiva.

Come funzionano  questi anticorpi nella cura del Covid-19?

Quelli sviluppati finora fanno parte della classe delle IgG capaci di riconoscere la famosa proteina espressa dal coronavirus e chiamata ‘Spike’ o ‘S’ che è presente sulla sua superficie conferendo le protuberanze caratteristiche che danno l’aspetto di corona al virus.

La proteina Spike è capace di ‘ancorarsi’ alla proteina umana ACE2 che si trova nelle nostre cellule. Cosa succede? L’ingresso del virus nella cellula umana è assicurato così da far emergere l’infezione.

L’anticorpo monoclonale si andrà a legare alla proteina Spike del coronavirus non permettendogli più di ancorarsi alla cellula umana, in questo modo metterà il sistema immunitario nelle condizioni di riconoscere il virus patogeno e procedere alla sua distruzione.

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