Aneurisma rotto: cos’è, cause, conseguenze, sintomi e trattamento

La rottura dell'aneurisma è una condizione molto grave. Scopriamo le cause e il trattamento chirurgico.

L’aneurisma rotto è una condizione molto pericolosa. In cosa consiste? Quali sono le cause? Nelle prossime righe, cerchiamo di rispondere assieme a questa domanda.

Cosa è un aneurisma rotto

Prima di capire cos’è un aneurisma rotto ricordiamo che, quando si utilizza il termine “aneurisma”, si inquadra il gonfiore localizzato a livello della parete di un’arteria (gli aneurismi possono coinvolgere diversi organi, come per esempio i reni, il cuore e il cervello). In caso di rottura, si ha a che fare con un’emorragia e con una situazione a dir poco rischiosa per la salute.

Le arterie più a rischio di andare incontro ad aneurismi rotti si trovano a livello del cervello. In tali eventualità, si può andare incontro a condizioni severe come le emorragie cerebrali, potenzialmente rischiose per la sopravvivenza di chi le vive in prima persona.

Gli aneurismi rotti possono insorgere anche a livello dell’aorta addominale. In questo caso, si utilizza il termine “aneurisma addominale”. Le donne tra i 40 e i 50 anni risultano particolarmente a rischio.

LEGGI ANCHE: Coronavirus: Australia, al via test vaccini sui furetti

Sintomi

Vediamo ora quali sono i principali sintomi di un aneurisma rotto. La principale cosa da dire in merito è che, per quel che concerne gli aneurismi cerebrali, nella maggior parte dei casi le persone che li vivono non hanno sintomi.

Esistono tuttavia alcuni segnali da non trascurare. In questo novero è possibile includere il mal di testa molto violento, così come gli episodi di vomito, la nausea e la forte rigidità del collo. Nei casi più gravi, il paziente arriva a perdere conoscenza e cade in coma. Cosa dire, invece, dei sintomi dell’aneurisma addominale? Tra i principali segnali è possibile citare la febbre e il forte dolore allo stomaco e alla schiena.

Cause

Le cause della rottura degli aneurismi sono ancora poco note alla comunità medica. In molti casi, alla base c’è un difetto congenito relativo alle pareti delle arterie. In particolare, la presenza di familiari che hanno avuto problemi di aneurismi rotti è considerato un fattore di rischio.

Trattamento

Quando si rompe un aneurisma, è fondamentale che il trattamento sia tempestivo. Esistono due procedure di natura chirurgica che si possono seguire. La prima prevede il posizionamento di una protesi microvascolare. La seconda, invece, si basa sull’embolizzazione.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, i pazienti dimessi continuano a essere contagiosi?