AIDS, guarito un secondo paziente: è il 2° caso al mondo / I DETTAGLI

A Londra un paziente malato di Aids sarebbe guarito. Il professore Ravindra Gupta (Università di Cambridge) ha spiegato com'è successo.

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A Londra un paziente malato di AIDS sarebbe guarito. Lo riporta la rivista scientifica Nature. Il nome del paziente resta anonimo.

L’infezione da HIV gli fu diagnosticata nel 2003. Si tratta del secondo caso al mondo, dopo 12 anni dal primo, anche se alcuni scienziati preferiscono parlare di “remissione” di lungo periodo.

Entrambi i pazienti sono stati curati con trapianti di midollo: le cellule staminali sono state donate da persone con un rara mutazione genetica che impedisce l’instaurazione dell’HIV.

Il professore Ravindra Gupta, Università di Cambridge, ha spiegato che “ottenendo una remissione su un secondo paziente durante l’uso di un approccio simile, abbiamo dimostrato che il paziente di Berlino non era un’anomalia“.

Milioni di persone infette dall’HIV in tutto il mondo controllano la malattia con la terapia antiretrovirale (ART) ma questo trattamento non elimina il virus dai pazienti.

Al momento, l’unico modo per curare l’HIV è attraverso la somministrazione di farmaci che contengono il virus e che le persone devono assumere per tutta la vita“, ha detto Ravindra Gupta.

Questa è una sfida particolare nei Paesi in via di sviluppo, dove milioni di persone non hanno accesso a cure adeguate“, ha aggiunto.

Quasi 37 milioni di persone convivono con l’HIV in tutto il mondo, ma solo il 59% di esse possono ricorrere all’ART. Quasi un milione di persone, pertanto, muoiono ogni anno a causa delle condizioni correlate all’HIV. Inoltre, c’è una preoccupazione crescente per una nuova forma di HIV resistente ai farmaci.

Comunque, Ravindra Gupta e il tuo team hanno sottolineato che il trapianto di midollo osseo, procedra pericolosa e dolorsa, non è un’opzione praticabile per il trattamento dell’HIV. Tuttavia, questo secondo caso di remissione aiuterà gli scienziati a ridurre il numero delle strategie di trattamento.

La priorità resta l’eliminazione completa del virus ma, al momento, è particolrmente difficile perché il virus entra nei globuli bianchi dell’ospite.

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