Finalmente un farmaco gratuito per smettere di fumare: ma quanti sanno davvero come funziona la citisina?

La citisina (Recigar) è il primo farmaco per smettere di fumare rimborsato dal SSN in Italia. Come agisce sui recettori cerebrali, chi può ottenerlo gratuitamente e qual è il percorso terapeutico completo.

Dal marzo 2026 i fumatori italiani hanno accesso a un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale per trattare la dipendenza da tabacco.

Si chiama citisina, è commercializzata con il nome Recigar e la decisione di inserirla nel prontuario SSN è stata presa dal Consiglio di Amministrazione di AIFA il 15 dicembre 2025. Per le circa 12,5 milioni di persone che fumano in Italia — e per chiunque abbia già tentato di smettere senza riuscirci — questa notizia ha implicazioni pratiche concrete. Ma per capire se questo farmaco fa al caso proprio, occorre partire dalla farmacologia.

Questa guida risponde alle domande che un paziente dovrebbe porre al proprio medico prima di iniziare: come funziona la citisina nel cervello, qual è il protocollo terapeutico validato, chi può accedere alla rimborsabilità e cosa succede se non si riesce a rispettare il ciclo.

Origine e storia della molecola

La citisina è un alcaloide naturale estratto dai semi e dai baccelli del Cytisus laburnum — il maggiociondolo, pianta ornamentale della famiglia delle Leguminose presente in gran parte d’Europa. Non è una molecola nuova: veniva già impiegata in forma di preparazione galenica in Italia e come farmaco registrato in diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale — Polonia, Bulgaria, Romania — da decenni.

La novità del 2026 non è la molecola in sé, ma la sua trasformazione in farmaco industriale standardizzato, sottoposto ai requisiti regolatori europei di qualità, efficacia e sicurezza, e la sua inclusione nel prontuario rimborsato SSN. La delibera AIFA ratifica un percorso già iniziato a livello internazionale: la citisina è entrata nelle linee guida dell’OMS nel 2024 ed è stata inserita nell’elenco dei farmaci essenziali dell’Organizzazione nel 2025.

Il meccanismo d’azione: come agisce sui recettori nicotinici

La dipendenza da nicotina si basa su un meccanismo neurobiologico preciso. La nicotina si lega ai recettori nicotinici dell’acetilcolina (nAChR) nel nucleo accumbens — l’area cerebrale del sistema di ricompensa — stimolando il rilascio di dopamina. Questo rilascio produce la gratificazione associata alla sigaretta e, con l’uso ripetuto, genera dipendenza fisica e psicologica.

La citisina agisce come agonista parziale degli stessi recettori. Il termine “agonista parziale” è tecnico ma descrive qualcosa di concreto: la molecola si lega ai recettori nicotinici e li attiva — producendo un effetto simile a quello della nicotina, ma parziale e più debole. Questo produce due effetti simultanei e complementari.

Il primo: i recettori occupati dalla citisina non sono disponibili per la nicotina. Quando il paziente fuma durante il trattamento, la sigaretta produce meno gratificazione del solito — il cervello riceve meno segnale dopaminergico. Questo attenua progressivamente il rinforzo positivo del fumo.

Il secondo: l’attivazione parziale dei recettori riduce i sintomi da astinenza quando si smette di fumare. Irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, insonnia, aumento dell’appetito — tutte manifestazioni della carenza di stimolazione nicotinica — vengono attenuate dalla citisina, che offre al cervello un segnale di basso livello abbastanza da prevenire il disagio acuto.

Questo doppio meccanismo — blocco del rinforzo e attenuazione dell’astinenza — è lo stesso alla base della vareniclina, molecola sviluppata successivamente e più nota in Italia. La citisina ha tuttavia il vantaggio di essere una molecola naturale con decenni di uso clinico e un profilo di sicurezza ampiamente documentato, inclusa l’assenza di interazioni farmacologiche note.

CaratteristicaCitisina (Recigar)
Classe farmacologicaAgonista parziale recettori nicotinici nAChR
OrigineAlcaloide naturale — Cytisus laburnum
Meccanismo primarioRiduzione del rinforzo positivo del fumo
Meccanismo secondarioAttenuazione dei sintomi d’astinenza
Interazioni farmacologicheNessuna nota
Indicazione SSNAdulti 18-65 anni, disturbo da uso di tabacco
SomministrazioneOrale, posologia decrescente
Durata trattamento25 giorni (protocollo standard)
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Il protocollo terapeutico: 25 giorni, scalare

Il trattamento con citisina segue un protocollo a posologia decrescente della durata standard di 25 giorni. Il dosaggio inizia più alto nei primi giorni e si riduce progressivamente, seguendo un calendario che il medico prescrivente consegna al momento della ricetta.

L’obiettivo clinico dichiarato nel protocollo — e confermato da Claudio Leonardi, presidente della SIPAD, al convegno dei Centri Antifumo di Roma del 28 marzo 2026 — è la cessazione completa del fumo entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento. Questo dato va letto correttamente: non significa che la citisina smette di funzionare dopo il quinto giorno, ma che il protocollo è costruito per portare il paziente alla cessazione entro quella finestra temporale, mentre il farmaco continua a sostenere il mantenimento dell’astinenza per i restanti venti giorni.

Un dato da non sottovalutare: più della metà dei pazienti necessita di un secondo ciclo terapeutico per consolidare il risultato. Questo è normale nella gestione della dipendenza e non indica un fallimento del farmaco o del paziente — riflette la natura cronica e recidivante del disturbo da uso di tabacco.

Profilo di sicurezza ed effetti avversi

Il punto di forza più rilevante della citisina per i pazienti con patologie croniche è l’assenza di interazioni farmacologiche note. Chi segue già terapie per ipertensione, diabete, cardiopatia ischemica, BPCO o patologie oncologiche può assumere citisina senza rischi documentati di interazione con i propri farmaci abituali.

Gli effetti collaterali riportati negli studi clinici sono generalmente lievi e transitori. Tra quelli più frequenti figurano nausea lieve, alterazioni del sonno e cefalea nelle prime fasi del trattamento. Non sono stati riportati effetti cardiovascolari avversi rilevanti — un vantaggio rispetto ad altri agenti farmacologici per la cessazione tabagica che in passato avevano sollevato preoccupazioni in questo senso.

Questa caratteristica rende la citisina una scelta elettiva proprio per i pazienti fragili — cardiopatici, pazienti oncologici, diabetici, anziani con polifarmacoterapia — che sono anche quelli per cui smettere di fumare avrebbe il maggiore impatto sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita, ma per i quali le opzioni terapeutiche erano finora più limitate.

Chi può accedere alla rimborsabilità SSN

Il farmaco è rimborsato dal SSN con due vincoli espliciti che è importante conoscere.

Primo vincolo — fascia d’età: La rimborsabilità è riservata agli adulti tra 18 e 65 anni. Al di fuori di questa fascia, la citisina può essere prescritta ma a carico del paziente, oppure potrebbe essere disponibile come preparazione galenica.

Secondo vincolo — canale di accesso: La rimborsabilità SSN è attivabile solo attraverso i Centri Antifumo del Servizio Sanitario Nazionale, su prescrizione di uno specialista — pneumologo, cardiologo, medico di base o professionista dei SerD. In Italia operano circa 110 centri antifumo. La distribuzione sul territorio è disomogenea: la densità di centri è più alta al Nord rispetto al Centro-Sud.

Una criticità segnalata dagli esperti del settore riguarda proprio questo secondo vincolo. Dei 12,5 milioni di fumatori italiani, soltanto circa 10.000 accedono ogni anno ai centri antifumo. La rimborsabilità abbatte la barriera economica, ma non quella dell’accesso alle strutture specializzate — che rimane il nodo strutturale da risolvere.

Il contesto epidemiologico: perché questo farmaco arriva nel 2026

Il tabagismo in Italia produce conseguenze epidemiologiche misurabili e gravi. Il disturbo da uso di tabacco causa oltre 90.000 morti l’anno nel Paese — una mortalità che supera quella combinata di alcol, droghe illegali e incidenti stradali. I costi sanitari e sociali superano i 26 miliardi di euro annui tra spesa ospedaliera, farmaceutica e perdita di produttività.

Il tabacco è il principale fattore di rischio modificabile per tumori polmonari, BPCO, cardiopatia ischemica e ictus. È anche il primo fattore di rischio evitabile per il carcinoma pancreatico. La disponibilità di un farmaco rimborsato rappresenta un passo avanti nella parificazione tra dipendenza da tabacco e altre patologie croniche per le quali il SSN già garantiva copertura farmaceutica.

La citisina può essere prescritta anche dal medico di base o solo dagli specialisti dei Centri Antifumo?

Secondo le indicazioni AIFA e le dichiarazioni della SIPAD, la prescrizione per la rimborsabilità SSN avviene nell’ambito dei percorsi dei Centri Antifumo, ma i medici di medicina generale, i pneumologi, i cardiologi, gli oncologi territoriali e i professionisti dei SerD sono indicati come figure abilitanti. In pratica, il percorso ottimale prevede una valutazione iniziale che può coinvolgere anche il medico curante, seguito da un aggancio al centro specializzato.

La citisina è controindicata durante la gravidanza o l’allattamento?

Le indicazioni AIFA riguardano gli adulti tra 18 e 65 anni. Le categorie non incluse — tra cui donne in gravidanza o in allattamento — non rientrano nel perimetro della rimborsabilità SSN e richiedono una valutazione caso per caso con il medico curante. Il fumo in gravidanza è comunque associato a rischi fetali documentati, e la gestione della dipendenza da nicotina in questa categoria richiede un approccio specialistico dedicato.

Cosa succede se non si riesce a smettere entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento?

L’obiettivo di cessazione entro il quinto giorno è il target del protocollo, non un requisito obbligatorio per continuare la terapia. Il medico o lo specialista del Centro Antifumo valuterà l’andamento e potrà indicare le modalità più adeguate per proseguire. In più del 50% dei casi è previsto un secondo ciclo terapeutico: non è un fallimento, ma parte del piano di trattamento per il disturbo da uso di tabacco, che è una condizione cronica e recidivante.

La citisina interagisce con farmaci per il cuore, la pressione o il diabete?

Sulla base delle evidenze disponibili, la citisina non presenta interazioni farmacologiche note. Questa caratteristica la rende particolarmente indicata per i pazienti in polifarmacoterapia — cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici. La valutazione individuale da parte del medico curante rimane comunque necessaria prima di iniziare qualsiasi trattamento.

È possibile assumere citisina e continuare a fumare durante il trattamento?

Il protocollo prevede la cessazione progressiva del fumo, non la cessazione immediata al giorno zero. Fumare durante le prime fasi del trattamento non lo invalida: il farmaco riduce il piacere associato alla sigaretta proprio perché occupa i recettori che la nicotina dovrebbe attivare. Tuttavia, l’obiettivo clinico è raggiungere la cessazione completa entro il quinto giorno — continuare a fumare dopo quella soglia indica la necessità di una rivalutazione clinica con lo specialista.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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