“Pensavo fosse normale”: quando il dolore mestruale non lo è
A 12 anni Ellie Curran pensava che soffrire in modo estremo durante il ciclo mestruale fosse normale. Dolori così intensi da costringerla a restare chiusa in casa, sanguinamenti continui e una vita sociale azzerata per giorni ogni mese. Oggi, a 21 anni, sa che non lo era affatto. Solo dopo anni di sofferenza e una diagnosi arrivata quasi per caso ha scoperto di avere un utero bicorporeo completo, una rara malformazione congenita dell’apparato riproduttivo femminile.
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I PRIMI SINTOMI E IL DOLORE SOTTOVALUTATO
Quando Ellie ha avuto il primo ciclo mestruale, il dolore è stato immediato e violento.
“Pensavo che forse un ciclo mestruale difficile fosse così”, racconta oggi. Il dolore era accompagnato da perdite abbondanti, al punto da “passare attraverso qualsiasi protezione”.
Per anni nessuno ha messo in discussione quella sofferenza. Come accade spesso nella salute femminile, il dolore mestruale è stato normalizzato, minimizzato, tollerato.
LA SCOPERTA DURANTE UN’APPENDICECTOMIA
La svolta è arrivata a 18 anni, durante un’appendicectomia di routine. Durante l’intervento, i medici hanno notato qualcosa di anomalo nell’anatomia uterina.
“Hanno detto che sembrava ci fossero due uteri, ma non hanno spiegato molto quando mi hanno tolto l’appendice”, racconta Ellie. “Non erano sicuri di cosa stesse succedendo. Essendo giovane, ho avuto la sensazione che la cosa fosse stata liquidata troppo in fretta. Io però ho continuato a stare male”.
Dopo quell’intervento, Ellie è tornata alla sua vita quotidiana senza una diagnosi chiara, continuando a convivere con dolori sempre più invalidanti.

COS’È L’UTERO BICORPOREO COMPLETO
L’utero bicorporeo completo è una malformazione congenita dell’utero. È caratterizzato da una profonda divisione del corpo uterino in due cavità separate, completamente distinte, a causa di una mancata fusione dei dotti di Müller durante lo sviluppo embrionale.
Secondo la definizione dell’International Society of Ultrasound in Obstetrics and Gynecology, questa condizione si verifica quando l’incisura esterna del fondo uterino supera il 50 per cento dello spessore della parete uterina, determinando una separazione completa.
In termini semplici, l’utero non si sviluppa come un’unica struttura, ma rimane diviso in due.
UNA VITA CONDIZIONATA DAL DOLORE
Con il passare degli anni, il dolore ha iniziato a interferire con ogni aspetto della vita di Ellie.
“Influisce sulla mia vita quotidiana – ha raccontato – Durante il ciclo non ho vita sociale, perché fa troppo male uscire di casa”.
Il dolore era così intenso da costringerla ad andare in bagno continuamente, rendendo difficile anche lavorare. Le visite al pronto soccorso si sono moltiplicate, fino a quando è stata finalmente indirizzata verso un intervento laparoscopico nel gennaio 2025.
LA CONFERMA DELLA DIAGNOSI
Durante la laparoscopia, i medici hanno potuto osservare con precisione la struttura del suo utero, confermando la diagnosi di utero bicorporeo completo.
Ellie, in realtà, aveva già avuto un sospetto. Nell’ottobre 2024, mentre era in lista d’attesa, aveva pagato una ecografia privata che sembrava indicare la presenza di due colli uterini.

PMDD ED ENDOMETRIOSI: ALTRE DIAGNOSI CHE PESANO
La situazione clinica di Ellie si è rivelata ancora più complessa. Nel novembre 2025 le è stata diagnosticata anche la sindrome disforica premestruale, una forma grave di disturbo premestruale caratterizzata da sbalzi d’umore intensi, ansia e rabbia.
Inoltre, i medici hanno individuato la presenza di endometriosi, con tessuto endometriale che aveva avvolto parte dell’intestino, contribuendo al dolore estremo.
“Pensano che potrei avere anche un rene in più – ha aggiunto Ellie – Farò una risonanza magnetica per capire a che stadio è l’endometriosi”.
FERTILITÀ E FUTURO: LE PAURE DI UNA 21ENNE
L’utero bicorporeo completo solleva anche interrogativi importanti sul futuro riproduttivo.
“È una cosa con cui si nasce – ha racconato – È strano, non ho mai incontrato nessuno con questa condizione”.
Ellie desidera avere figli, ma le informazioni ricevute sono spesso contraddittorie: “A causa delle due cavità uterine, la sinistra è più grande della destra. Per una gravidanza più sicura, dovrei rimanere incinta da quel lato”.