Bere acqua calda dal rubinetto: perché i medici dicono di no

L’acqua del rubinetto è sempre potabile, anche quando esce calda? La risposta, netta, è no. E non si tratta di un allarme infondato o di una paura irrazionale: bere o usare per cucinare l’acqua calda del rubinetto è una pratica sconsigliata da medici e autorità sanitarie, anche in Paesi dove l’acqua è sottoposta a controlli costanti.

Sui siti istituzionali si legge che l’acqua potabile è oggetto di “un controllo sanitario permanente” per “garantire la sicurezza sanitaria”. Ma questo vale per l’acqua fredda, non per quella calda. Un dettaglio che spesso sfugge, ma che ha conseguenze importanti.

La premessa

Nelle case moderne, il gesto di aprire il rubinetto è automatico. L’acqua scorre, limpida, inodore, e viene spontaneo pensare che sia tutta ugualmente sicura, indipendentemente dalla temperatura.

In realtà, tra acqua fredda e acqua calda esiste una differenza sostanziale, non visibile a occhio nudo ma ben nota agli addetti ai lavori: il percorso che l’acqua compie prima di arrivare al rubinetto.

Mentre l’acqua fredda arriva direttamente dalla rete idrica, quella calda ristagna nei boiler, negli scaldabagni e nelle tubature interne, creando condizioni favorevoli a contaminazioni microbiologiche e chimiche.

È su questo punto che insistono medici e autorità sanitarie, invitando a rivedere alcune abitudini quotidiane che molti considerano innocue.

“L’acqua calda del rubinetto non è fatta per essere bevuta”

A chiarirlo in modo diretto è il dottor Idriss Troussier, medico specialista in oncologia e radioterapia, molto seguito sui social con il nome @doc.anticancer.

In un video pubblicato su Instagram, il medico afferma senza ambiguità:
“L’acqua calda del rubinetto non è fatta per essere bevuta”.

E aggiunge che, “contrariamente all’acqua fredda, l’acqua calda del rubinetto non è considerata potabile”.

Non si tratta di una posizione isolata, ma di un principio condiviso dalla medicina preventiva e dalle autorità sanitarie. Il motivo non riguarda la qualità dell’acqua in partenza, ma ciò che accade dopo.

Il problema della stagnazione: cosa succede all’acqua calda

La spiegazione è semplice, ma spesso poco conosciuta. Come chiarisce il dottor Troussier, l’acqua calda:
“ristagna nello scaldabagno e nelle canalizzazioni”.

Questa stagnazione favorisce:

  • la proliferazione batterica;
  • la formazione di biofilm;
  • la presenza di legionella;
  • una maggiore dissoluzione di metalli come piombo, rame e nichel, favorita dal calore.

La temperatura elevata, unita alla permanenza dell’acqua nei serbatoi, crea un ambiente ideale per microrganismi e contaminanti chimici che non sono presenti, o lo sono in misura molto minore, nell’acqua fredda.

Legionella: un rischio reale da non sottovalutare

Uno dei pericoli più noti associati all’acqua calda è la legionella, il batterio responsabile della legionellosi, una grave infezione respiratoria.

La legionella:

  • è naturalmente presente nell’ambiente;
  • prolifera tra 25°C e 45°C;
  • ama l’acqua stagnante, il calcare, la corrosione e i biofilm.

Il contagio avviene soprattutto per inalazione di aerosol contaminati, ad esempio durante la doccia, ma l’utilizzo improprio dell’acqua calda in cucina contribuisce ad aumentare l’esposizione complessiva.

Acqua calda e cucina: gli errori più comuni

Uno degli errori più diffusi è usare l’acqua calda del rubinetto per:

  • cuocere la pasta o il riso;
  • preparare tè, tisane o caffè;
  • velocizzare i tempi di ebollizione.

Su questo punto i medici sono categorici.

Intervistato da Yahoo.fr, il dottor Arnaud Cocaul, medico nutrizionista, afferma:
“L’acqua calda che esce dal rubinetto per cucinare? Mai, mai, mai“.

La regola d’oro: usare sempre acqua fredda e poi scaldarla

Il principio di sicurezza è semplice e valido per tutti:
usare sempre acqua fredda del rubinetto per bere e cucinare, e riscaldarla solo successivamente.

Come riassume il dottor Idriss Troussier:
“Bisogna sempre usare l’acqua fredda per bere o cucinare, poi scaldarla, perché l’acqua calda può contenere più contaminanti chimici e microbiologici“.

Questo vale in particolare per:

  • neonati e bambini piccoli;
  • donne in gravidanza;
  • persone anziane;
  • soggetti immunodepressi.

Categorie più vulnerabili, per le quali anche una bassa esposizione può avere conseguenze più serie.

Perché l’acqua fredda è più sicura

L’acqua fredda:

  • proviene direttamente dalla rete idrica;
  • è sottoposta a controlli continui;
  • non ristagna negli impianti domestici;
  • contiene meno metalli disciolti.

Una volta prelevata, può essere riscaldata in sicurezza sul fornello o con il bollitore, senza aumentare i rischi sanitari.

È un passaggio semplice, ma fondamentale, che trasforma una buona acqua potabile in un’acqua davvero sicura.

Un’abitudine da cambiare, senza allarmismi

È importante chiarire un punto: l’acqua calda del rubinetto non è velenosa, ma non è progettata per il consumo.

Il messaggio degli esperti non è allarmistico, ma preventivo. Si tratta di applicare buone pratiche quotidiane, così come si fa con la conservazione degli alimenti o l’igiene in cucina.

Piccoli gesti, ripetuti ogni giorno, possono ridurre rischi inutili, soprattutto nel lungo periodo.

Lo sapevi che…?

Negli edifici più vecchi, le tubature possono contenere metalli che si dissolvono più facilmente nell’acqua calda rispetto a quella fredda.

FAQ – Le domande più cercate

L’acqua del rubinetto è potabile?
Sì, ma solo quella fredda.

Posso bere acqua calda se la faccio scorrere a lungo?
No, il problema non è solo la temperatura, ma la stagnazione negli impianti.

È sicuro usare l’acqua calda per tè e tisane?
No, va sempre usata acqua fredda da riscaldare.

Il rischio è uguale per tutti?
No, è maggiore per bambini, anziani e persone fragili.

Suggerimento

Per ridurre i rischi legati all’acqua del rubinetto e migliorare la sicurezza domestica, soprattutto per bambini e persone fragili, può essere utile un bollitore elettrico in acciaio inox con spegnimento automatico.

👉 Bollitore elettrico in acciaio inox (senza parti in plastica a contatto con l’acqua)

Perché è utile:

  • consente di scaldare solo acqua fredda potabile
  • riduce il rischio di contaminazioni microbiologiche
  • ideale per tè, tisane, latte artificiale e cucina
  • più sicuro rispetto all’uso diretto dell’acqua calda del rubinetto
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