118, cosa succede dopo una chiamata? I codici, l’equipaggiamento…

Probabilmente a più di qualcuno sarà venuto in mente, almeno una volta, "ma dopo che chiamo il 118, nello specifico, cosa succede?"

Probabilmente a più di qualcuno sarà venuto in mente, almeno una volta, “ma dopo che chiamo il 118, nello specifico, cosa succede?”.
Prima, però, di procedere con la descrizione del funzionamento del sistema, è bene fare chiarezza su come è composto un classico equipaggio 118 di base, premessa una questione per me (purtroppo non per tutti) assai ovvia, da sempre; non esiste un ruolo più importante, o meno, rispetto ad un altro! Ognuno di essi ha una responsabilità non indifferente, ogni ruolo è assai impegnativo esattamente alla pari degli altri!
Un equipaggio 118 di base, quindi, è composto solitamente da 3 operatori; capo equipaggio, soccorritore (rispettivamente chiamati comunemente anche “primo” e “secondo”), autista soccorritore.
Ma torniamo a noi; una volta terminata la chiamata al 118, la centrale operativa provvede a contattare la postazione libera più vicina all’evento segnalato; sarà il capo equipaggio a rispondere con il codice della selettiva, l’operatore di centrale difatti comunicherà a lui tutti i dettagli ed i vari codici dell’intervento come gravità, patologia prevalente e luogo come ad esempio “Giallo – 1 – Sierra” per indicare magari un incidente stradale con paziente mediamente critico, piuttosto che “Rosso – 2 – Kilo” per un’emergenza cardiaca in abitazione (in alcune regioni è prevista invece la comunicazione su tablet, oppure la presenza di un apposito centralinista di postazione), nel frattempo l’autista soccorritore corre ad accendere l’ambulanza (o ci si può trovare anche nella situazione di ricevere la chiamata durante il rientro da un’altro intervento) ed il soccorritore lo raggiunge per sistemarsi nel vano sanitario. Chiusa la chiamata con la centrale operativa, il capo equipaggio raggiunge l’ambulanza e si parte comunicando il movimento alla centrale.
In base al codice colore di intervento assegnato, l’ambulanza viaggerà con o senza sirene e lampeggianti; i più conosciuti sono il rosso che indica l’assoluta emergenza, seguito poi dal giallo urgenza – in questi primi due codici citati avverrà l’uso congiunto dei dispositivi supplementari di allarme – il verde urgenza minore ed il bianco nessuna urgenza.
Esistono però, ma non in tutte le Regioni, altri codici colore utilizzati nel triage ospedaliero e/o extraospedaliero come l’azzurro media urgenza, l’arancione nei casi invece di contaminazione, il blu quando le funzioni vitali sono compromesse e necessita procedere con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione, questo viene generalmente attivato quando manca la presenza del medico. Infine, il peggiore da sopportare; il nero per il decesso constatato esclusivamente da un medico.
Durante il percorso, comunque, c’è da ricordare che, dalla centrale operativa, l’equipaggio può sempre ricevere degli aggiornamenti in merito all’intervento; cambio di codice colore, piuttosto che l’annullamento dell’intervento con il contestuale rientro in postazione.
Raggiunto il luogo, il capo equipaggio comunica l’arrivo alla centrale operativa (se non reperibile si fa mettere in contatto diretto con l’utente).
Soccorritore e capo equipaggio scendono dall’ambulanza, seguiti dall’autista soccorritore dopo aver parcheggiato in sicurezza, ci si appresta ad effettuare quindi il soccorso ed in base allo stesso si attende l’arrivo di un’altra ambulanza con infermiere e/o medico a bordo (in alcune regioni arriva direttamente prima l’automedica) chiamate in gergo “india” se presenta a bordo l’infermiere e “mike” se oltre a quest’ultimo c’è anche il medico, oppure gli si va incontro ed in questo caso si definisce “rendez-vous” o, ancora, ci si reca al primo pronto soccorso disponibile comunicato dalla centrale operativa insieme anche al codice assegnato questa volta sottoforma di numero (ad esempio il “2” indicato per un codice giallo), ma anche in questo caso il codice colore può sempre cambiare durante il percorso.
Il tutto, ovviamente, se il paziente non rifiuta il trattamento/trasporto in ospedale. In alcuni casi particolari, si può attivare l’elisoccorso, oppure se l’intervento è da svolgere, ad esempio, su una piccola isola turistica, sarà attivata una motovedetta della Guardia Costiera che porterà sul luogo l’equipaggio (escluso l’autista soccorritore che rimarrà a bordo dell’ambulanza).
A termine, comunque, di tutto l’intervento, ci sarà il rientro alla postazione comunicando alla centrale la “libertà operativa”; si rifornisce l’ambulanza del materiale sanitario utilizzato, si procede all’attenta pulizia e disinfezione dei dispositivi, attrezzature, etc..
Il capo equipaggio, ora, chiamerà la centrale operativa per la comunicazione dei dati dell’intervento, se necessario facendo lo spelling utilizzando l’alfabeto ICAO, chiamato anche alfabeto NATO.
Eugenio De Fazio – Autista Soccorritore 118