Dall’intervento al trauma: mamma si sveglia in sala operatoria e sfiora la morte

Chirurgia estetica low cost all’estero, rischi reali e conseguenze a lungo termine: la storia di una madre inglese riaccende il dibattito sulla sicurezza del Brazilian Butt Lift.

Può un intervento estetico mettere davvero a rischio la vita? Sì, può accadere. E non si tratta di casi isolati o di allarmismo. La storia di Josephina Finch, madre di tre figli, è un esempio concreto di come un intervento considerato “di routine” possa trasformarsi in un incubo sanitario.

Josephina aveva 38 anni quando ha deciso di volare in Spagna per sottoporsi a un Brazilian Butt Lift (BBL) con impianti. Una scelta maturata dopo aver sentito racconti negativi su cliniche in Turchia e nella convinzione che la Spagna fosse una meta più sicura. Il risultato, però, è stato drammatico.

Il suo racconto, diretto e senza filtri, solleva interrogativi importanti sulla sicurezza della chirurgia estetica all’estero, sulla gestione delle complicanze e sulla pressione sociale che spinge sempre più persone verso soluzioni rapide per modificare il proprio corpo.

Il desiderio di un corpo diverso, senza insicurezze

Josephina non partiva da un disagio profondo con il proprio corpo. Lo ha raccontato lei stessa con parole molto chiare, che non lasciano spazio a interpretazioni:

“In realtà non avevo niente che non andasse con il mio sedere. Volevo solo qualcosa di diverso, mi piaceva l’aspetto più curvilineo ed è per questo che l’ho fatto. Non ero insicura, volevo solo un sedere un po’ più rotondo, pensavo che sarebbe stato molto bello. Mi avrebbe sicuramente resa più sicura di me”.

Una motivazione comune, soprattutto in un’epoca dominata dai social e da modelli estetici irraggiungibili. Il Brazilian Butt Lift viene spesso presentato come una soluzione rapida ed efficace, ma raramente si parla con la stessa enfasi dei rischi clinici reali.

Un intervento “duro”, il dolore e il risveglio in sala operatoria

L’operazione, però, non è stata affatto semplice. Josephina ha descritto l’intervento come estremamente traumatico:

“È stato un intervento davvero molto duro, mi sentivo come se fossi stata investita da un autobus. A un certo punto mi sono svegliata urlando in sala operatoria”.

Il dolore intenso nei giorni successivi viene spesso considerato “normale” dopo un BBL, ma nel suo caso qualcosa non andava. Dopo una settimana le sono stati rimossi i drenaggi e, da quel momento, la situazione è precipitata.

Dolore estremo, infezione e liquidi che fuoriescono dalla ferita

Josephina ha iniziato a sentirsi sempre più male, con dolori diffusi in tutto il corpo e un dolore localizzato fortissimo ai glutei:

“Ho iniziato a sentirmi davvero molto male, avevo dolori estremi in tutto il corpo, il sedere era terribilmente dolorante”.

Quando ha chiesto aiuto, inizialmente tutto è stato minimizzato. Le è stato detto che si trattava di una normale conseguenza dell’intervento. Le hanno somministrato liquidi per via endovenosa, ma poi è accaduto qualcosa di inquietante:

“L’infermiera è entrata e ha iniziato a spingere insieme le mie natiche e tantissimo liquido ha iniziato a fuoriuscire dalla incisione dove avevano messo gli impianti”.

Non poche gocce, ma molto di più:

“Litri di liquido, non era solo un po’, ne usciva tantissimo. Hanno detto che i miei impianti erano infetti”.

“Pensavo di morire”: l’attesa assurda del chirurgo

La diagnosi è stata devastante. Josephina ha raccontato la paura provata in quei momenti:

“Pensavo che sarei morta, pensavo che fosse finita. Mi sentivo malissimo”.

La situazione è diventata ancora più grave quando le è stato comunicato che il chirurgo non era disponibile:

“Hanno detto che il chirurgo era in vacanza e non sarebbe tornato per otto giorni, quindi avrei dovuto aspettare il suo ritorno per rimuovere gli impianti”.

Con una ferita aperta e un’infezione in corso, Josephina si è trovata ad affrontare giorni di attesa in condizioni estreme:

“Pensavo: ‘Non posso vivere così’. C’era un buco enorme nella parte alta del sedere, dove l’incisione non si era chiusa. Era largo quasi quattro centimetri”.

Il suo compagno è dovuto tornare a casa, lasciandola sola in un paese straniero:

“È stato un incubo, un inferno vero e proprio. Ero nel dolore, devi restare sdraiata, non puoi stare in piedi”.

Josephina Finch

Il ritorno a casa e il rischio di trombosi

Dopo la rimozione degli impianti, Josephina è riuscita a tornare nel Regno Unito. Ma il peggio non era ancora finito. Ha iniziato a sentire un dolore ai nervi nella parte posteriore della gamba.

Intuendo che potesse trattarsi di un coagulo di sangue, ha insistito per ottenere dei fluidificanti:

“Sono andata dal mio medico e ho insistito per avere dei farmaci anticoagulanti perché sospettavo di avere un coagulo”.

Quattro giorni dopo, un’ecografia ha confermato i suoi timori: un grosso coagulo di sangue nella parte posteriore della gamba. I medici le hanno spiegato che il coagulo avrebbe potuto spostarsi verso i polmoni e che, senza l’intervento tempestivo, avrebbe potuto morire.

Il rimpianto e le conseguenze psicologiche

Oggi Josephina parla apertamente di rimorso e ansia per la salute:

“Mi sono sentita davvero in colpa, è tutta colpa mia, me lo sono cercato. È pericoloso ovunque. È stato un inferno dall’inizio alla fine”.

Il peso emotivo è aggravato dal fatto di essere madre:

“Non sarò mai più la stessa. Ho tre figli e porterò per sempre questo senso di colpa per aver corso quel rischio”.

La paura non è ancora passata:

“Mi ha lasciato una forte ansia per la salute, la paura che qualcosa possa andare storto di nuovo. Non ne vale la pena, onestamente. Tutto questo solo per avere un sedere un po’ più grande”.

I medici le hanno anche spiegato che un eventuale nuovo episodio di trombosi potrebbe costringerla a prendere anticoagulanti per tutta la vita.

Brazilian Butt Lift: perché è considerato uno degli interventi più rischiosi

Secondo diverse società scientifiche internazionali, il Brazilian Butt Lift è tra gli interventi estetici con il più alto tasso di complicanze gravi, soprattutto se eseguito senza protocolli rigorosi o in strutture poco attrezzate.

I rischi principali includono:

Il problema non è solo l’intervento in sé, ma anche la gestione post-operatoria, spesso carente nei viaggi per chirurgia low cost all’estero.

“Lo sapevi che…?”

Molti non sanno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un aumento dei ricoveri per complicanze da chirurgia estetica eseguita all’estero, soprattutto negli ultimi anni, con costi sanitari che ricadono poi sui sistemi pubblici dei Paesi di origine.

FAQ – Le domande più cercate su Google

Il Brazilian Butt Lift è sicuro?
Può esserlo solo se eseguito da chirurghi esperti, in strutture certificate e con un follow-up adeguato. Resta comunque un intervento ad alto rischio.

Perché tante persone vanno all’estero per rifarsi il corpo?
Principalmente per i costi più bassi e le liste d’attesa ridotte, spesso sottovalutando i rischi.

Le complicanze possono comparire dopo il rientro a casa?
Sì. Infezioni, trombosi e dolori neurologici possono manifestarsi anche giorni o settimane dopo.

Esistono alternative più sicure?
Allenamento mirato, stile di vita sano e percorsi graduali sono opzioni meno rischiose e più sostenibili.

Una scelta diversa: palestra invece del bisturi

Josephina oggi ha cambiato approccio:

“Mi ha fatto capire che posso davvero avere un sedere andando in palestra. Ho preso un personal trainer sei mesi dopo e ora ce l’ho. Avrei dovuto farlo dall’inizio”.

Un messaggio semplice, ma potente.

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