Pensava fosse un orecchio tappato ma era un cancro al cervello
Quando un sintomo comune nasconde qualcosa di più serio: una storia che accende i riflettori sulla diagnosi precoce.
Può un semplice orecchio tappato dopo un viaggio in aereo nascondere una malattia grave?
In rari casi, sì. È quanto è accaduto ad Amy Frankcom, una giovane donna di 31 anni che, dopo una vacanza in Lapponia con la famiglia, ha scoperto che dietro a sintomi apparentemente banali si nascondeva un tumore al cervello grande quanto un lime.
La sua storia, raccontata ai media britannici, è oggi un potente richiamo all’importanza di non sottovalutare segnali persistenti, anche quando sembrano comuni o facilmente spiegabili.
Indice dell'articolo
La storia
Tutto è iniziato come spesso accade dopo un viaggio in aereo: una sensazione di orecchio ovattato, fastidiosa ma familiare. Amy, che vive a Bristol, era appena rientrata da una vacanza in Lapponia con il marito Simon e la figlia Olivia quando ha iniziato ad avvertire questo disturbo.
I primi consulti medici hanno confermato l’ipotesi più rassicurante: un orecchio tappato a causa del volo. Nulla di preoccupante, almeno all’apparenza. Ma col passare delle settimane, i sintomi non solo non sono scomparsi, bensì si sono moltiplicati.
Accanto alla sensazione di ovattamento, Amy ha iniziato a soffrire di dolori improvvisi e lancinanti al collo e alla testa, soprattutto sul lato destro. Pugnalate rapide, intense, difficili da ignorare. Eppure, anche in questo caso, la spiegazione fornita è sembrata rassicurante: semplici mal di testa legati al viaggio.
Per mesi, la giovane mamma è tornata più volte dal medico, cercando risposte. Ma la diagnosi non arrivava.
La svolta è arrivata solo quando uno studente di medicina, notando la persistenza dei sintomi, ha suggerito un accertamento più approfondito. Una risonanza magnetica, “giusto per sicurezza”. Una scelta che si è rivelata decisiva.
La diagnosi che cambia tutto
Nel febbraio 2024, Amy viene indirizzata d’urgenza al South Bristol Community Hospital per sottoporsi a una risonanza magnetica cerebrale. Nessuno, nemmeno lei, si aspetta un esito drammatico.
Poi arriva la telefonata, inaspettata, in una sera qualunque. Un segnale che qualcosa non va.
“Sentire le parole ‘hai un tumore al cervello’ è stato assolutamente terrificante”, ha raccontato Amy. “In quel momento tutto si è fermato, la mia mente è andata subito agli scenari peggiori e la paura ha preso completamente il sopravvento. È qualcosa che non dimenticherò mai e che ha cambiato la mia vita in un istante”.
Gli esami rivelano la presenza di un neuroma acustico, un tumore raro e benigno, ma tutt’altro che innocuo, con dimensioni di circa 6 centimetri.
Cos’è il neuroma acustico
Il neuroma acustico, noto anche come schwannoma vestibolare, è un tumore non canceroso che si sviluppa sul nervo che collega l’orecchio interno al cervello. Cresce lentamente, ma può comprimere strutture vitali, provocando sintomi importanti.
Tra i segnali più comuni:
- perdita dell’udito da un lato;
- acufeni (fischi o ronzii);
- senso di orecchio pieno;
- vertigini;
- mal di testa persistenti.
Proprio perché i sintomi possono essere sfumati e progressivi, la diagnosi arriva spesso in ritardo.
L’intervento d’urgenza e le conseguenze
Nel giro di pochi giorni dalla diagnosi, Amy viene sottoposta a un intervento neurochirurgico d’urgenza per rimuovere la massa. L’operazione riesce: il tumore viene asportato con successo.
Ma il prezzo da pagare è alto. Amy perde completamente l’udito nell’orecchio destro.
Oggi, a 33 anni, convive con una sordità unilaterale permanente. Per compensarla, utilizza un sistema di protesi acustiche cross, con un microfono sull’orecchio destro e un ricevitore su quello sinistro, che le consente di orientarsi meglio nei suoni.

“La diagnosi precoce è fondamentale”
Ripensando alla sua esperienza, Amy è netta: il tempo ha fatto la differenza.
“La diagnosi precoce è così importante. Direi a chiunque di non ignorare i propri sintomi, anche se sembrano comuni”, ha spiegato. “Io ho perso completamente l’udito da un lato. Se avessi saputo prima cosa stava succedendo, forse il percorso sarebbe stato diverso”.
Il suo messaggio è chiaro: ascoltare il proprio corpo può salvare la vita.
Trasformare il dolore in impegno
Nonostante tutto, Amy ha scelto di non fermarsi. Anzi, ha deciso di trasformare la sua esperienza in qualcosa di utile per gli altri.
Gestisce una sua attività dedicata agli animali, Love Loui, e ha deciso di affrontare una sfida simbolica e fisica: correre la TCS London Marathon di 42,195 chilometri per raccogliere fondi a favore della Brain Tumour Research.
“Essere al via della Maratona di Londra significa moltissimo per me”, ha detto. “Dopo tutto quello che ho passato, sarà incredibilmente speciale dimostrare che una diagnosi di tumore al cervello non definisce ciò che è possibile. Se il mio percorso può dare speranza anche a una sola persona o spingere qualcuno a farsi controllare, allora ogni chilometro sarà valso la pena”.
Tumori cerebrali: numeri che fanno riflettere
I tumori al cervello restano la principale causa di morte per cancro tra bambini e adulti sotto i 40 anni. Eppure, secondo i dati citati dalle associazioni di settore, solo l’1% dei fondi nazionali per la ricerca oncologica è stato destinato allo studio dei tumori cerebrali dal 2002 a oggi.
Esistono oltre 100 tipi diversi di tumore cerebrale, rendendo diagnosi e trattamento particolarmente complessi.
L’appello degli esperti
Carol Robertson, responsabile eventi nazionali di Brain Tumour Research, ha commentato l’iniziativa di Amy con parole molto chiare:
“La determinazione di Amy nell’affrontare la Maratona di Londra dopo tutto ciò che ha vissuto è davvero fonte di ispirazione. I tumori cerebrali sono indiscriminati e devastanti, e storie come la sua dimostrano quanto sia urgente investire di più nella ricerca. Siamo profondamente grati ad Amy per aver trasformato la sua esperienza in azione concreta e per aiutarci a raccogliere fondi e consapevolezza mentre lavoriamo per trovare una cura”.
Lo sapevi che…?
- I neuromi acustici rappresentano circa l’8% di tutti i tumori cerebrali.
- Possono passare inosservati per anni prima di dare sintomi evidenti.
- Una risonanza magnetica è l’esame più efficace per individuarli precocemente.
FAQ – Domande frequenti
Un orecchio tappato può indicare qualcosa di serio?
Nella maggior parte dei casi no, ma se il sintomo persiste o peggiora va approfondito.
Il neuroma acustico è un tumore maligno?
No, è benigno, ma può causare danni importanti se cresce.
La perdita dell’udito è sempre permanente?
Dipende dalla dimensione del tumore e dal momento della diagnosi.
Un consiglio
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