Emodialisi: cos’è e come funziona

L'emodialisi è detta anche dialisi extracorporea e viene attuata in caso di insufficienza renale (acuta o cronica). Di cosa si tratta?

I pazienti affetti da insufficienza renale devono sottoporsi all’emodialisi in quanto i reni non riescono più a filtrare il sangue e a farlo è un dispositivo extra corporeo – la dialisi – appunto. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Emodialisi: cos’è e come funziona

Stiamo trattando un argomento molto complicato e complesso e cercheremo di procedere a piccoli passi. Innanzitutto è essenziale conoscere le 4 funzioni principali dei reni:

  • rimozione delle sostanze tossiche;
  • rimozione dei liquidi;
  • riequilibrio elettrolitico;
  • riequilibrio acido-base.

In caso di insufficienza renale (acuta o cronica) i reni non riescono più a svolgere le 4 funzioni citate, si tratta – difatti – di una grave condizione medica che deve necessariamente essere approcciata nei casi più gravi tramite la dialisi, un procedimento che permette di filtrare il sangue sostituendo o supportando i reni.

Esistono due tipologie di dialisi ma oggi tratteremo l’emodialisi (detta dialisi extracorporea).

Come funziona l’emodialisi?

Il paziente viene collegato al macchinario per l’emodialisi tramite fistola arterovenosa o mediante catetere venoso centrale (CVC) da cui verrà estratto tutto il sangue che sarà filtrato da una membrana esterna artificiale e poi rinfuso nel sistema circolatorio del paziente. Il procedimento si svolge ‘fuori’ dal corpo del paziente.

Quanto dura l’emodialisi?

Il trattamento ha una durata di 3 o 5 ore continuative, il tempo varia da paziente a paziente. Durante il trattamento il paziente è libero di leggere un libro, di guardare la tv, di ascoltare musica, deve stare solamente fermo a letto ad aspettare che l’emodialisi sia compiuta. Solitamente, la terapia consiste in 3 trattamenti a settimana.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la dialisi extracorporea dura tutta la vita.

Gli effetti collaterali

Abbiamo parlato della dialisi e dell’accesso vascolare, entrambi possono essere causa di effetti collaterali.
Nel primo caso possono comparire:

  • sindrome delle gambe senza riposo;
  • prurito;
  • nausea e vomito;
  • mal di testa;
  • ipotensione (bassa pressione arteriosa);
  • indebolimento delle ossa;
  • stanchezza e spossatezza;
  • anemia;
  • dolore al petto e alla schiena.

Nel secondo caso:

  • infezione;
  • stenosi;
  • trombosi;
  • aneurisma o pseudoaneurisma.