“Troppo giovane per avere un cancro”. Ma ne ha 8 e muore

La madre di una donna di 32 anni, morta per cancro al fegato e all'intestino, ha parlato dell'effetto devastante che la malattia ha avuto su di lei.

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La madre di una donna di 32 anni, morta per cancro al fegato e all’intestino, ha parlato dell’effetto devastante che la malattia ha avuto su di lei.

All’australiana Nicole Yarran sono state diagnosticate entrambi i tumori in fase terminale, dopo essere stata sottoposta a un test di routine mentre era incinta del suo terzo figlio.

Purtroppo, la donna è morta ma il suo ultimo desiderio è stato quello di sensibilizzare i giovani sui tumori al fegato e all’intestino.

Ora sua madre, Kathy Narrier, sta cercando di portare avanti il ​​lavoro di Yarran.

La signora ha raccontato che la figlia aveva perso molto peso ed era costantemente gonfia, stitica e aveva sangue nelle feci.

Quando la donna decise di andare dal medico, questo le disse che era “troppo giovane” per il cancro all’intestino e gli fu diagnosticato la Sindrome dell’Intestino Irritabile.

Yarran, poi, si fece visitare da un altro dottore che le disse che era celiaca. Nessuno dei due medici, però, fece alcun test per confermare le proprie diagnosi.

Quando, però, incinta della terza figlia, decise di sottoporsi a una normale ecografia, i medici scoprirono otto tumori dalle dimensioni di una “palla dal golf” nel suo fegato.

E, dopo un’altra scansione alla vigilia di Natale del 2015, a Yarran fu diagnosticato un cancro metastatico del colon-retto.

Se il medico avesse soltanto ‘ascoltato’ i sintomi e richiesto un campione di feci o un  emocromo, lo avrebbero trovato nel 2014“, ha detto la madre della donna alla testata giornalistica UniLad.

La signora Narrier ha anche raccontato quanto fosse triste per Yarran sapere che non sarebbe sopravvissuta per vedere crescere le sue figlie.

Narrier, quindi, spera che, condividendo la storia di sua figlia, più persone daranno credito ai propri sintomi e più medici effettueranno test sui pazienti.

Chiedo solo che la storia di Nicole metta in luce l’importanza per ogni medico di tenere in considerazione i racconti dei pazienti, pensando al di là delle statistiche e delle teorie. Spesso è l’istinto che previene gli esiti negativi delle malattie e impedisce la morte di una persona cara“, ha detto.

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